L’autopsia svela la verità sulla morte del sub

Domani l’esame. Il pm vuole accertare se Cavarocchi abbia accusato un malore prima di inabissarsi
PESCARA. Sarà eseguita domani l’autopsia sul corpo di Matteo Cavarocchi, il farmacista pescarese di 28 anni con la passione per la pesca subacquea disperso mercoledì scorso e ritrovato domenica nelle acque antistanti la piattaforma “Lo squalo” a circa 70 metri di profondità.
Così ha disposto il sostituto procuratore di turno del tribunale di Teramo Enrica Medori che ha aperto un fascicolo sul caso e che nei giorni scorsi ha ricevuto un primo rapporto dalla capitaneria di porto di Pescara.
L’autopsia sarà eseguita dall’anatomopatologo Pietro Falco dell’università di Chieti. L’obiettivo del magistrato è quello di chiarire se il giovane abbia accusato un malore prima di inabissarsi.
Cavarocchi era impegnato nell’attività di pesca subacquea in apnea, in prossimità della piattaforma, insieme a un amico che ha lanciato l'allarme non vedendolo riemergere. Il corpo, che era sul fondale profondo in quell'area oltre 70 metri, è stato individuato domenica pomeriggio grazie a un Rov (Remotely operated vehicle) dei vigili del fuoco, denominato Perseo, cioè un robot sottomarino con sonar e manipolatore per il recupero di oggetti o corpi, filoguidato da una postazione remota in superficie. Alle ricerche hanno partecipato anche cinque sommozzatori dei vigili del fuoco di Milano e Reggio Calabria, insieme ai colleghi di Teramo, con la motobarca del comando dei vigili del fuoco di Ancona, impiegata come base operativa.
Le operazioni sono state coordinate dalla capitaneria di porto di Pescara.
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