L’eremo di San Bartolomeo a Italia Nostra

ROCCAMORICE. Si allarga la presenza di Italia Nostra, nelle aree interne, come gestore degli eremi celestiniani. A partire dalla prossima stagione estiva, alla conduzione di Santo Spirito a...
ROCCAMORICE. Si allarga la presenza di Italia Nostra, nelle aree interne, come gestore degli eremi celestiniani. A partire dalla prossima stagione estiva, alla conduzione di Santo Spirito a Majella (che l’anno scorso ha registrato un aumento complessivo delle presenze pari al 20 per cento) si aggiungerà, previo accordo con l’amministrazione comunale, l'impegno di valorizzare l'eremo di San Bartolomeo in Legio e di recuperare a nuova vita la Grangia di San Giorgio, divenendo così il soggetto gestore, per il tramite della locale cooperativa Ripa Rossa del circuito degli eremi celestiniani presenti nel territorio di Roccamorice.
«Il nostro accordo con Italia Nostra» spiega il sindaco, Alessandro D’Ascanio «ha segnato l'affermazione di un modello di gestione che prevede il coinvolgimento del mondo dell'associazionismo in grado di sopperire alle ristrettezze degli enti locali, consentendo di connettere restauro-valorizzazione-gestione-animazione culturale ed evitando di lasciare nell'abbandono un bene culturale di inestimabile valore».
Dunque massima apertura dei roccolani verso l’associazione ambientalista e della conservazione del patrimonio. «San Bartolomeo e San Giorgio» va avanti il sindaco «saranno inserite nel calendario delle visite guidate, accoglieranno iniziative culturali, San Giorgio diventerà la sede di parte delle attività di recupero materiali e allestimento mostre della coop Ripa Rossa, come pure di laboratori e di iniziative ludico-educative».
Il progetto prevede ancora l’arricchimento del percorso di visita a Santo Spirito con due mostre: una sul pasto degli eremiti, finanziata dal Parco Maiella; l'altra, sul cantiere di restauro dell'eremo, che consentirà ai visitatori di osservare tavole e fotografie relative ai lavori ancora in corso. «Italia nostra» chiude D’Ascanio «curerà, sempre per conto del Parco, un progetto di razionalizzazione dell'intero sentiero dello Spirito (dalla Badia sulmonese a San Liberatore, passando per Caramanico e Roccamorice) che farà di Santo Spirito il fulcro della rete di abbazie medievali dell'Abruzzo centrale».
Walter Teti
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