«L’esercito nei rioni a rischio: il prefetto dichiari l’emergenza»

9 Giugno 2019

Il vice presidente del Consiglio regionale Pettinari denuncia di nuovo le irregolarità nelle case popolari E chiede di finanziare gli sfratti: «Via gli abusivi e gli spacciatori. Serve un censimento aggiornato»

PESCARA. Nel paesaggio spettrale di via Lago di Borgiano, dove tre palazzi sono stati sgomberati quasi due anni fa perché ritenuti a rischio crollo, ci sono «occupanti abusivi o inquilini che hanno perso i requisiti e soprattutto c’è chi usa quelle case per spacciare droga, cioè per fare affari d’oro, ogni giorno. E c’è un solo modo per uscirne: far arrivare qui l’esercito, visto che le forze dell’ordine non possono rimanere stabilmente in questa zona 24 ore su 24». La denuncia arriva da Domenico Pettinari, vice presidente del Consiglio regionale, che torna ad accendere i fari su una zona dove il degrado è totale, non solo dal punto di vista ambientale ma anche sociale e l’unico aspetto positivo restano le famiglie per bene che vivono negli alloggi popolari (per lo più dell’Ater ma anche del Comune). Ieri mattina Pettinari ha trascorso un paio di ore lì, con la consapevolezza di «dare fastidio» perché «la mia presenza blocca lo spaccio di droga, e lo dimostra il passaggio continuo di alcune “vedette”. Stando qui, mando in fumo gli affari degli spacciatori che incassano fino a 8.000 euro al giorno ma pagano appena 15 euro di affitto, sempre che non siano abusivi. Queste persone vanno cacciate senza pietà perché sottraggono case a chi ha bisogno e a chi ha diritto». Non è accettabile, per il consigliere regionale pentastellato, che in questo quadrilatero si sommino una serie di illegalità «mentre ci sono ancora delle famiglie parcheggiate in hotel da due anni, e cioè gli sfollati dei tre palazzi sgomberati». E non si può neppure accettare «che tutto questo accada davanti a una caserma dei carabinieri. È una specie di affronto nei confronti dello Stato». E gli fa eco un residente che vede arrivare «in continuazione tossicodipendenti», dagli spacciatori, e non ne può più. «Le forze dell’ordine? Passano, ma poi vanno via», dice.
Pettinari lancia le sue proposte e ricorda che in questo rione M5s ha portato due ministri, Alfonso Bonafede e Elisabetta Trenta, nel corso delle ultime due campagne elettorali. Ma non è a loro che tocca la prima mossa, fa presente. «Il prefetto, Gerardina Basilicata, deve dichiarare l’esistenza di una situazione di emergenza per Rancitelli, Fontanelle, via Rigopiano e magari anche San Donato. Solo così si potrà fare una richiesta al Governo per accedere al progetto “Strade sicure”, con l’arrivo dell’esercito nelle zone più a rischio. Io credo che la soluzione sia questa perché è già accaduto, a Fontanelle, a ottobre del 2011», all’epoca del sindaco Luigi Mascia. «E ha funzionato». Ma questo sarebbe solo un primo step. «Si deve puntare anche sullo sfratto degli abusivi», propone Pettinari rilanciando un appello costante, una richiesta quasi monotona. «La Regione deve stanziare le risorse per finanziare gli sfratti e forse da questo punto di vista si sta muovendo qualcosa. Ma a stabilire chi va cacciato deve essere un tavolo che riunisca il presidente della Regione, il prefetto, il procuratore della Repubblica e il sindaco. Perché non è possibile che perdano la casa persone indigenti mentre restano al loro posto persone che delinquono, come è accaduto in via Rigopiano. E il tavolo si deve anche occupare di chi non ha più i requisiti per occupare gli alloggi popolari», suggerisce sempre Pettinari proponendo «un censimento».