L’esperta: i pini non sono malati

Secondo Caterina Artese è sufficiente un’adeguata potatura per salvarli
PESCARA. «Il pino d'Aleppo è l'unica conifera sempreverde dell'Adriatico, per sua natura ha una particolare forma sinuosa che si adatta all'ambiente circostante: non si può decidere di abbatterlo dopo una semplice analisi visiva, piuttosto ci sarebbe bisogno di un'indagine termografica e di un esame di stabilità. Ma questo è un lavoro da Forestale e non da affidare a un agronomo».
Scuote la testa Caterina Artese (nella foto), dottore forestale e responsabile del piano colturale forestale nella riserva regionale Lago di Penne. Al termine di una passeggiata in viale Vespucci, una delle zone della città interessata dall'abbattimento di 10 alberi sui 121 complessivi individuati nel report comunale firmato da Carlo Massimo Rabottini, non ha dubbi: «Queste piante sono in salute, possono essere salvate con alcuni accorgimenti a cominciare da un’adeguata potatura che però deve essere fatta prima dell’inverno quando le piante sono in dormienza», dice l'esperta indicando le specie di pino d'Aleppo e pino domestico segnate dalla vernice rossa e che dovranno quindi essere tagliate.
«Gli alberi», spiega Artese, «sono esseri viventi complessi. In questo caso le chiome sono tutte dense e verdi, caratteristiche che indicano lo stato di buona salute. La stabilità sta tutta nell'apparato radicale: non ci sono radici superficiali, sintomo di un albero alla ricerca di nutrimento in superficie, ma gli apici sono dritti. Le forme sinuose sono tipiche del loro corredo genetico, fino a quando non conquistano l'altezza e la verticalità tendono ad adattarsi all'ambiente circostante. La presenza di un po' di seccume è naturale, poiché il pino conserva le sue pigne. Alcune piante sono state compromesse da una potatura sbagliata e presentano una necrosi in corso. Ma assolutamente non sono pericolose e a rischio crollo». (y.g.)
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