L’esultanza degli ambientalisti

15 Ottobre 2024

Dalle associazioni in prima linea all’onorevole Brambilla che si fa la foto con Bambi

PESCARA. Esulta l’onorevole Vittoria Brambilla, animalista convinta, che per l’occasione si fa fotografare con un cerbiatto ed esclama: «Sotto la maschera del piano di contenimento, c’è un programma venatorio a vantaggio dei cacciatori».
Ed esultano anche Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista che dice al presidente Marsilio di «lasciare stare i cervi e di pensare alla sanità»; la deputata M5S, Daniela Torto, che invoca «una regione simbolo di armonia tra natura ed esseri umani»; ed i rappresentanti di Verdi e Sinistra Italiana, Daniele Licheri (segretario regionale) e Alessio Monaco (consigliere regionale) che avvertono: «Sappiamo che la battaglia non è ancora vinta ma continueremo a lavorare per far sì che accada». Per Michele Pezone, uno dei due avvocati che hanno curato il ricorso: «Se il presidente ha accolto la nostra richiesta, fissando l'udienza in camera di consiglio, vuol dire che i nostri motivi sono stati presi in considerazione».
Mentre le associazioni Lav, Lndc Animal Protection e Wwf commentano: «Continuiamo a chiedere alla Regione di tornare indietro: Marsilio deve prendere atto che non ci sono né i motivi, né, a questo punto, le condizioni tecnico-procedurali per consentire ai cacciatori di uccidere quasi 500 cervi. È impensabile - aggiungono - continuare a giustificare la caccia come soluzione che possa favorire la convivenza fra i cittadini e gli animali selvatici. Il nostro obiettivo deve essere quello di cercare alternative più rispettose per l'ambiente e per gli animali stessi. La caccia ai cervi rappresenta una soluzione di comodo che ignora le possibili alternative non violente, a favore della lobby venatoria».
Lav, Lndc e Wwf sottolineano come, oltre agli ovvi danni causati alla popolazione di cervi, la caccia rischi di creare squilibri ecologici importanti in ecosistemi già fragili. L'eliminazione di esemplari adulti e cuccioli potrebbe avere ripercussioni sulle dinamiche di crescita e riproduzione della specie, con potenziali conseguenze a lungo termine sulla biodiversità locale.
«Ieri mattina», concludono, «sarebbero dovuti partire gli abbattimenti, ma la Regione e gli Atc non erano stati in grado neanche di chiudere correttamente la procedura di autorizzazione». (l.c.)