L’ex comandante: «Anni memorabili»

PESCARA. «Negli anni della Tiziano, Pescara era un crocevia di turisti provenienti da tutta Italia: la maggior parte arrivava dal Lazio o dalla Campania per imbarcarsi, complice il nuovo Asse...
PESCARA. «Negli anni della Tiziano, Pescara era un crocevia di turisti provenienti da tutta Italia: la maggior parte arrivava dal Lazio o dalla Campania per imbarcarsi, complice il nuovo Asse attrezzato che portava direttamente al porto. Erano anni frizzanti, vivaci, la Croazia, poi, era ed è ancora oggi una meta meravigliosa con le sue 1.200 isole e la sua acqua cristallina». Il ricordo è del comandante Luciano Santorelli, 72 anni originario di Ortona e da circa quarant’anni residente a Francavilla.
L’ufficiale, che ha all’attivo 21 anni come comandante della società “Adriatica navigazione” e ha concluso la sua carriera con il ruolo di capitano superiore di lungo corso, ha lavorato sulla Tiziano come secondo ufficiale e addetto alle manovre di carico dal 1979 al 1991 circa. «Ricordo benissimo il primo giorno a bordo della Tiziano», racconta Santorelli, che oggi è impiegato come docente nella Safety total system marine group di Ortona, società che organizza corsi professionali di sicurezza e formazione per i professionisti del mare, «era il 2 luglio 1979. Fino al 1991 ci sono stati viaggi giornalieri Pescara-Spalato con l’unico intervallo del giovedì. Quella tratta era fantastica, perché toccava tutte le isole della Croazia. Impiegavamo 8 ore da Pescara a Spalato, ma ogni mattina dovevamo rallentare per permettere ai passeggeri di fare colazione prima di sbarcare alle 7,30». «A quell’epoca», aggiunge Santorelli, «c’era un bel movimento perché il mare in Croazia era bello e i prezzi abbordabili. Un biglietto costava intorno alle 50-60 mila lire. La linea era sempre affollata da giovani, famiglie e anche personaggi politici. La motonave Tiziano è stata costruita nel 1971. La concessione statale durava vent’anni, quindi nel 1991 è stata messa in pensione, dismessa e venduta alla concorrenza anche perché era troppo grande per i fondali del porto. È stato un peccato dismettere la Tiziano e rinunciare a questa linea». (y.g.)
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