L’ex sindaco Di Mattia a processo

Mancata bonifica di una discarica abusiva: imputati anche Niccolò e Maggiore
MONTESILVANO. Il prossimo 7 gennaio l’ex sindaco di Montesilvano, Attilio Di Mattia, il dirigente dei lavori pubblici dello stesso Comune, Gianfranco Niccolò, e il responsabile del procedimento, Giuseppe Maggiore, dovranno sedere sul banco degli imputati, davanti al tribunale in composizione collegiale, per rispondere di omissione di atti d’ufficio in relazione alla mancata bonifica di una discarica abusiva. Una vicenda che nel 2012, quando vennero contestati i fatti in questione, sollevò polemiche anche da parte degli ambientalisti che presentarono una denuncia contro il primo cittadino Di Mattia (in carica dal 14 giugno 2012 al 18 febbraio 2014) perché quella mancata bonifica era relativa a un sito che si trova alla foce del fiume Saline, dove era stata scoperta quella discarica abusiva. Stando all’accusa, ci sarebbero state delle inadempienze da parte del Comune, anche se all’epoca vennero fatte diverse riunioni anche in Provincia. Stando al capo di imputazione stilato dal pm Salvatore Campochiaro (ieri in udienza l'accusa era sostenuta dalla collega Marina Tommolini), i tre indagati avrebbero «omesso di procedere alla trasmissione dei risultati delle analisi espletate a campione che registravano il superamento di parametri di legge per alcune sostanze inquinanti sia in acque sotterranee sia nel sottosuolo, alle competenti autorità provinciali e regionali nonché alla caratterizzazione dei rifiuti presenti nell’area, atti da ritenersi urgenti per ragioni di salute pubblica». Dagli accertamenti svolti dai carabinieri forestali che condussero le indagini, emerse che il Comune di Montesilvano, in merito alla discarica adiacente al fiume Saline, «abbia esclusivamente commissionato», come si legge nella relazione, «una relazione geologica, dei campionamenti nel 2012 e delle opere di Mise mediante una determina, ma non abbia attivato i successivi provvedimenti previsti dalla normativa di settore per la bonifica dell'area». Già dal 2011 la geologa del Comune, Alessandra De Carolis, aveva segnalato in quel sito la presenza di sostanze inquinanti e rifiuti pericolosi, e per questo vennero prelevati dei campioni per le analisi.
La Provincia aveva anche invitato il Comune a compiere ogni atto di sua competenza e a riferire. Ma i risultati non sarebbero mai arrivati in Provincia. Sul caso era intervenuto anche il Genio civile della Regione che aveva evidenziato l’erosione della riva del fiume su cui si trova la discarica abusiva, che avrebbe potuto causare un contatto dei rifiuti con il corso d’acqua e quindi il rischio di contaminazione visti i parametri fuori legge di ferro, nichel, piombo, solfati e la notevole presenza di idrocarburi totali come N-esamo. Ora sarà il processo a stabilire eventuali responsabilità degli imputati.

