L’ha accoltellato 38 volte Al cuore il colpo fatale

28 Aprile 2018

L’esito dell’autopsia su Russo aggiunge nuovi tasselli alle indagini dei carabinieri I primi fendenti al petto, Mucciante non gli ha dato neanche il tempo di reagire

PESCARA. Trentotto coltellate una dietro l’altra, ininterrottamente, prima al torace e all’addome, con il colpo fatale al cuore, e poi dietro alla schiena, quando il povero Salvatore Russo è crollato a terra. Inizia ad assomigliare a un vero e proprio agguato, l’omicidio maturato la mattina del 25 aprile nel garage condominiale di via del Circuito 388. Lo racconta l’esito dell’autopsia eseguita ieri dal medico legale Cristian D’Ovidio, alla presenza del consulente della famiglia Russo che, assistita dall’avvocato Andrea Cocchini ha nominato il medico legale di Foggia Furio Patete.
Da quanto è emerso, infatti, mercoledì mattina sono state 38 le coltellate sferrate da Roberto Mucciante, 51 anni, condòmino del primo piano, al vicino del piano di sopra. Un odio e una rabbia maturati in silenzio, tra un buongiorno e un buonasera a testa bassa e che mercoledì, intorno alle 9 e mezza, sarebbero esplosi quando Mucciante ha incrociato «casualmente» Russo, come ha raccontato ai carabinieri, che era andato a prednere la macchina.
Perché ci si trovasse anche Mucciante, e perché soprattutto avesse un coltello da cucina in mano, lo stanno chiarendo i carabinieri della compagnia diretti dal capitano Antonio Di Mauro con il Reparto operativo del tenente Antonio Di Dalmazi. Nel primo interrogatorio in caserma subito dopo l’arresto, davanti alla pm Valentina D’Agostino, Mucciante ha riferito di essere esasperato dai rumori del giorno prima provenienti dall’appartamento dei Russo al piano sopra al suo. Dunque non rumori di quella mattina provenienti dal garage, come si era detto in un primo momento e che aveva fatto ipotizzare una lite relativa a un fatto contingente, ma del giorno prima.
Di fatto, quando Russo scende in garage per prendere la macchina con cui andare a comprare le sigarette alla moglie viene sorpreso da Mucciante che lo colpisce subito al petto. Ripetutamente. Con il coltello da cucina che, ha raccontato ai carabinieri, stava andando a riporre nel suo garage, gli sferra 38 coltellate una dietro l’altra. E Russo, che era il doppio del suo aggressore, non ha avuto nè modo nè tempo di difendersi o urlare. Tant’è che dal vano scala dove si sentiva tutto, nessuno mercoledì mattina, ha sentito nulla. Dell’aggressione, del coltello e di tutto l’odio maturato contro la famiglia Russo, Roberto Mucciante dovrà dare conto questa mattina al gip Antonella Di Carlo che lo interrogherà alle 10 alla presenza dei suoi difensori, gli avvocati Gianluigi Amoroso e Clara Di Sipio. Intanto, resta sotto sequestro l’appartamento dove Mucciante ha abitato fino a mercoledì mattina con la madre, attualmente dall’altra figlia. (s.d.l.)
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