L’Immacolatella di Federico Caffè

9 Maggio 2019

Domenica scampagnata con Italia Nostra per riscoprire l’edificio

PESCARA. Restaurare la cappella dell’Immacolatella e restituirla all’uso pubblico affinché sia preservata e riscoperta dalla città: è quanto chiede la sezione pescarese di Italia nostra presieduta da Massimo Palladini. Il piccolo edificio religioso si trova a ridosso del colle del Telegrafo, tra via Borea e la strada di Colle Marino, e all’interno conserva arredi sacri realizzati nel Dopoguerra da artigiani locali.
Ieri, nella sede in via Milite Ignoto, Italia nostra ha presentato la sua proposta e per domenica alle 10,30 invece l’associazione ha organizzato una “scampagnata” alla cappella edificata tra fine ’700 e primo ’800, quando è menzionata nel catasto napoleonico di Castellamare.
La cappella votiva appartiene alla famiglia Caffè, dalla quale discende l’economista Federico Caffè. L’edificio, secondo Italia nostra, «salda una sentita tradizione popolare che è scomparsa sotto i colpi dell’espansione scriteriata, e la memoria di un figlio illustre della città, che va ricordato tra i costruttori della cultura democratica del Paese e additato ad esempio per le nuove generazioni». All’Immacolatella, fino agli anni Settanta, andavano in processione i residenti della zona in occasione del lunedì di Pasqua. La Soprintendenza d’Abruzzo nel 1999 la dichiarò «di particolare interesse», e nel 2003 il consiglio comunale approvò una mozione che ne auspicava l’acquisizione, ma nessun passo concreto ne è seguito.
«La presenza del tracciato di un acquedotto comunale ne assicura l’accessibilità con l’opportuna realizzazione in superficie di apposito percorso pedonale», scrive Piero Ferretti nel dossier curato per Italia nostra, «dalla strada a valle si possono prevedere alcuni posti auto e, con la sistemazione del leggero dislivello, realizzare piazzali che avrebbero un elevato potenziale panoramico. L’edificio dovrà essere consolidato e risarcito delle finiture deteriorate, conservando il suo carattere di semplicità». Italia Nostra ha costituito un comitato al quale hanno aderito la presidente di PescarAbruzzo Paola Damiani, Giacomo D’Angelo dell’università della libera età Federico Caffè, il direttore dell’Aurum Licio Di Biase, Giovanna Leone e Silvestro Profico, rispettivamente nipote e allievo di Federico Caffè, la dirigente del Tito Acerbo Annateresa Rocchi, il presidente regionale di Italia nostra Mimmo Valente e l’arcivescovo Tommaso Valentinetti. Italia Nostra propone anche di segnalare con targhe commemorative ed esplicative i luoghi legati alla presenza di Caffè nella città.
©RIPRODUZIONE RISERVATA