L’impennata dei contagi: sono 167 in un solo giorno

Netto aumento anche dei ricoveri: più 11, uno dei quali è grave in rianimazione L’indice più rischioso (i positivi per 100mila abitanti) supera la soglia limite di 50
Covid, i nuovi dati sono allarmanti per l’Abruzzo che all’improvviso supera la soglia dei 50 casi per 100mila abitanti ed entra nel rischio di tornare in fascia gialla. È un rischio concreto perché, contestualmente, aumenta anche la pressione sugli ospedali con le terapie intensive che raggiungono il parametro negativo del 6 per cento di posti letto occupati. Che si traduce, praticamente, nel fatto che ora appena quattro punti separano questo indicatore dalla soglia limite del 10 per cento oltre la quale non possono che riscattare nuovi obblighi e divieti. La lunga tregua concessa dal virus è finita: anche l’Abruzzo si risveglia con i timori già vissuti e si allinea alle tendenza nazionale e internazionale che vede la pandemia correre verso una maledetta quarta ondata. Passiamo ai numeri.
TRA I NUOVI CASI
C’è ANCHE UN SINDACO
Sono 167 i nuovi casi di Covid-19 accertati nelle ultime ore in Abruzzo. Tra questi c’è Giuseppe D’Alonzo, sindaco di Crognaleto, dove il Municipio è stato chiuso. È il dato più alto degli ultimi cinque mesi: è dallo scorso 7 maggio infatti che il numero dei contagi emersi in 24 ore non era così elevato. I nuovi casi sono emersi dall'analisi di 2.981 tamponi molecolari e 9.087 test molecolari : è risultato positivo il 5,6 per cento dei campioni. Anche questo è un dato schizzato in alto nel giro di poche ore. In rapido aumento anche i ricoveri, che passano dai 63 di due giorni fa ai 74 di ieri. Non si registrano decessi: il bilancio delle vittime è fermo a 2.559. I nuovi positivi hanno età compresa tra 1 e 98 anni, cioè un bambino dell’Aquilano e una donna della provincia di Chieti. I positivi attuali sono 1.779 (+122): 64 pazienti (+10) sono ricoverati in ospedale in area medica e 10 (+1) sono in terapia intensiva, mentre gli altri 1.705 (+111) sono in isolamento domiciliare. I guariti sono 78.475 (+45).
L'incremento più consistente si registra nell'Aquilano (+66), seguito dal Teramano (+45), dal Chietino (+33) e dal Pescarese (+15). Le città con più casi recenti sono Sulmona (18), Roseto (12 e Vasto (10).
I PARAMETRI
PEGGIORATI
Alla luce degli ultimi dati, sale al 6 per cento, in Abruzzo, il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva, mentre quello dei ricoveri in area medica arriva al 5 per cento. Seppure in rapido aumento, entrambi i valori restano comunque al di sotto delle soglie da zona gialla, rispettivamente del 10 e del 15%. Ma, come si diceva prima, il limite si è superato se consideriamo l'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti che ha raggiunto quota 51.
Un dato superiore a 50, unito al superamento delle soglie di allarme dei ricoveri, ci fa passare in zona gialla. A livello territoriale, i valori più elevati si registrano nella provincia dell'Aquila, dove l'incidenza è a 77. Segue il Teramano, con 57. Poi ci sono il Chietino (42) e il Pescarese (24). L’Abruzzo, tirando le somme, comincia a intravvedere il giallo all’orizzonte. Ma non è solo. Tant’è che alla luce di questa impennata comune a molte altre regioni, si fa sempre più strada anche l’ipotesi di una proroga del Green pass.
IL PASS VERDE
ANCHE NEL 2022
Sta crollando, infatti, il numero di prime dosi somministrate in Italia e anche in Abruzzo, segno che sta scemando l’effetto boom provocato dall’introduzione dell’obbligo del Green pass sul posto di lavoro. In regione, infatti, sono almeno dieci giorni che non si raggiunge più la soglia delle mille prime dosi effettuate quotidianamente. Giovedì si è scesi addirittura sotto quota 500. Il 15 ottobre erano state, invece, 1.751.
Quelli da vaccinare, però, sono ancora tanti: ben 180mila abruzzesi non hanno partecipato per niente alla campagna di vaccinazione e gli esenti, tra questi, sono pochissimi. Così, visto che il trend è lo stesso a livello nazionale e che il Governo vuole dare un segnale forte a chi sta aggirando il siero anti-Covid eseguendo tamponi ogni 48 ore per avere la certificazione verde, ci si sta avviando verso la proroga dell’obbligo di Green pass sul lavoro, che dovrebbe spostare la scadenza della misura dal 31 dicembre a marzo. Non è ancora ufficiale, ma a Palazzo Chigi ci stanno pensando sul serio.
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