«L’impianto distrugge la Strada parco»

2 Luglio 2014

L’ambientalista Di Paola: pali e cavi non possono coesistere con pedoni, ciclisti e disabili

PESCARA. «Il problema della filovia non è un “problema di pali e fili” ma riguarda la distruzione di un percorso verde, pedonale e ciclabile di cui i cittadini ormai si sono appropriati da un ventennio». Loredana Di Paola, ex candidato sindaco della lista L’Altra Città Pescara e attivista del Wwf (1,69%), risponde così al Cesmot di Roma (Centro studi sulla mobilità e i trasporti) che ritiene la filovia l’unica risposta possibile allo smog di Pescara. «L’opera, così come progettata», dice Di Paola, «non può coesistere con i numerosi cittadini che percorrono la Strada parco a piedi, con i ciclisti, con tutte le categorie svantaggiate che la usano trovandone giovamento, con il verde ormai radicato sul tracciato. Questo è il vero problema ambientale. Il passaggio dei mezzi di 18 metri», spiega Di Paola, «comporta necessariamente il pressoché annullamento di un habitat urbano di pregio ormai consolidato. Su questi temi devono essere trovate le vere ragioni della nostra opposizione e a ciò si aggiunga, al di là del chiacchiericcio spesso immotivato, che l’opera è assolutamente illegittima tanto che il provvedimento emesso dalla Regione Abruzzo - comitato Via è sanzionatorio e in nessun passaggio cerca di sostenere la legittimità dell’opera». Di Paola prosegue: «Se fosse stato un “problema di estetica” riguardo l’installazione di pali e fili come semplicisticamente bolla la nostra battaglia Omar Cugini, presidente Cesmot, non ci sarebbero stati un pronunciamento della Comunità Europea sulla necessità della Via, a seguito di un esposto del Wwf, e un procedimento penale per i reati di truffa, turbativa d’asta, abuso d’ufficio, ancora in attesa di un pronunciamento del giudice penale». Di Paola, poi, critica il presidente Gtm Michele Russo: «Nel corso del suo mandato ha assunto la veste di irragionevole esecutore dell’opera».