L’inviato di Striscia teste in tribunale

18 Febbraio 2022

PESCARA. L'arrivo al tribunale di Pescara dell'inviato di “Striscia la notizia” Vittorio Brumotti, che gira l'Italia in sella alla sua bicicletta per raccontare storie di degrado e malaffare, ha...

PESCARA. L'arrivo al tribunale di Pescara dell'inviato di “Striscia la notizia” Vittorio Brumotti, che gira l'Italia in sella alla sua bicicletta per raccontare storie di degrado e malaffare, ha creato un po’ di confusione, ieri mattina. Molti lo hanno avvicinato per salutarlo e per chiedergli un selfie. Brumotti era atteso in aula d’udienza per offrire la sua testimonianza sull’aggressione che la sua troupe subì il 26 settembre 2019 mentre girava un servizio al Ferro di cavallo, a Rancitelli. Una vicenda che ieri Brumotti ha cercato di ricostruire davanti al giudice Gianluca Sarandrea.
C’è un solo imputato rimasto (erano tre, ma due vennero condannati con il rito abbreviato davanti al gup) che deve rispondere di violenza privata e lesioni personali. L’uomo, difeso dall'avvocato Pasquale Provenzano, venne subito individuato dai carabinieri come uno dei responsabili di quell’aggressione, grazie alle immagini girate dagli stessi operatori vittime di quella violenza. «Io sono l’ambasciatore della pace nel mondo», avrebbe esordito Brumotti. «Facciamo questi servizi», ha spiegato al giudice, «nei quartieri a rischio, quando ci arrivano delle segnalazioni. Noi documentiamo tutto e restituiamo le piazze alla popolazione civile». Un racconto comunque sommario, il suo: «Nei dettagli non posso ricostruire», ha detto Brumotti, «perché di questi servizi ne facciamo a centinaia».
Quel giorno, mentre la troupe girava, i carabinieri eseguirono l’arresto di una spacciatrice: una situazione non gradita ad alcuni residenti che aggredirono un operatore e presero a calci l’auto della troupe. (m.cir.)
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