«L’occasione del centrosinistra»

Luciani suona la sveglia alla coalizione: una responsabilità storica
Cinque anni di amministrazione Marsilio non hanno fatto di certo bene all’Abruzzo. I caratteri di una situazione in peggioramento sono connotati, ad esempio, da una forte diminuzione demografica, dal fatto che le giovani generazioni sono sempre più propense a lasciare questa terra, dai posti di lavoro in calo sia pure in un momento così fertile di risorse e opportunità. Siamo a dieci mesi dal voto, eppure la coalizione che amministra non c’è, al netto dei comunicati stampa. E dalla parte del centrosinistra, dalla nostra parte, che accade? Non c'è più tempo per i tatticismi, soprattutto quelli romani, bisogna muoversi e ascoltare i territori, fare un patto con tutti coloro che sono animati da buone intenzioni e che vogliono mettere in campo lavoro e sacrificio.
Per l’Abruzzo bisogna scegliere in Abruzzo. Non possiamo permetterci l’attesa degli accordi nelle sezioni nazionali dei partiti. Gli addetti sono già al lavoro sulla strategia. Si discute della legge elettorale che il centrodestra vorrebbe cambiare, delle alleanze da mettere in piedi nel campo del centrosinistra, dell’improbabile ricandidatura di Marsilio dopo magari uno scontro con l’amico Biondi sindaco dell’Aquila, della scelta dei candidati alternativi nel centrodestra a quello o a quelli nel centrosinistra.
Dalla mia prospettiva attuale, che è quella di un osservatore, tengo a ribadire una cosa: sono gli uomini a fare la differenza e non i simboli e i cittadini sono stufi di questo modo di fare. L’astensionismo dell’ultima tornata elettorale nelle regioni italiane dovrebbe insegnare qualcosa. Il 60% dei cittadini rinuncia ad esprimersi.
Dovrebbero essere i territori a tirar fuori le loro eccellenze, ma non lo fanno. Spesso per calcolo, per strategia e per convenienza dei singoli. Per me è diverso. Questi giochi non mi hanno mai appassionato, sarà forse perché non mi sono mai sentito parte integrante di questo mondo. Non lo so. Mi piacerebbe offrire la mia esperienza all’interno di una squadra unita e coesa che possa finalmente far cambiare marcia all’Abruzzo. C’è molto da fare. Qui in Abruzzo corriamo un grosso rischio, ed il fallimento dell’amministrazione Marsilio potrebbe essere una condizione non sufficiente a cambiare passo se dalla nostra parte non c’è una proposta chiara. I cittadini si aggregano intorno a un progetto, a una persona, a un sogno. Quel progetto, ad oggi, non c’è. Rischiamo come centrosinistra di assumerci la responsabilità storica di una riconferma del centrodestra alla guida della Regione. Come si inverte questa tendenza?
Non continuando a operare negli stessi termini. Ben vengano le offerte di disponibilità da parte di chi pensa di avere i giusti requisiti, non vedo l'ora di aprire un confronto trasparente, pubblico, costruttivo. Alziamo l'asticella per portare acqua al bene comune, altrimenti vincerà il partito degli astenuti e la fiducia della comunità andrà sempre più scemando. Spero che i territori raccolgano questo messaggio e lo rilancino tanto da farlo diventare troppo rumoroso per essere ignorato. In caso contrario resteranno il mio altruismo, la mia follia, il mio amore incondizionato per l’Abruzzo.
* (ex sindaco di Francavilla)

