«L’operaio licenziato torni al suo posto»
Il giudice del lavoro dà ragione all’operatore ecologico accusato di essere stato assente ingiustificato
PESCARA. «L’operaio licenziato deve essere riassunto». È questa, in sintesi, la decisione presa dal giudice del lavoro Enrico Colagreco, nei confronti di Carmine Della Torre, dipendente di Attiva e segretario provinciale della Fiadel di Chieti, licenziato dall’azienda con l’accusa di essere mancato un giorno dal lavoro senza giustificazione.
Il tribunale ha accolto totalmente il ricorso presentato da Della Torre, tramite il suo avvocato Vincenzo Brunetti e ha condannato la società municipalizzata dei rifiuti a reintegrare nel posto di lavoro l’operaio estromesso, al pagamento di tutte le mensilità non percepite dal lavoratore, dal suo allontanamento al suo ritorno in azienda, degli interessi legali, della rivalutazione monetaria e alla ricostituzione della sua posizione previdenziale nell’Inps. È ciò che stabilisce l’ordinanza emessa dal giudice il 20 luglio scorso.
Il provvedimento si riferisce a un episodio accaduto il 5 luglio dell’anno scorso. Della Torre, operaio di quarto livello con mansioni di operatore ecologico, non è presente quel giorno sul posto di lavoro. Lui sostiene che è un giorno di ferie, secondo l’azienda è invece un’assenza ingiustificata.
Fatto sta che il dipendente, l’11 agosto del 2017, riceve da Attiva una contestazione disciplinare per «essere rimasto assente ingiustificatamente dal lavoro il 5 luglio e di aver poi attestato falsamente la sua presenza in servizio sul foglio per mancata timbratura». L’11 settembre, l’operaio invia alla società le proprie giustificazioni sostenendo di essere stato in ferie quel giorno e di averlo comunicato al datore di lavoro verbalmente e tramite messaggi sms e whatsapp ai capiturno. Della Torre spiega, inoltre, di aver successivamente sottoscritto in bianco il foglio di timbratura, ritenendo che quella fosse una giornata in cui non risultava la sua timbratura. Ma l’azienda non ritiene attendibili le sue giustificazioni e il 5 ottobre gli intima il licenziamento per giusta causa. Il dipendente si rivolge all’avvocato Brunetti, il quale presenta ricorso richiedendo la reintegra nel posto di lavoro. Il giudice accoglie in toto il ricorso. «Si può affermare», si legge nell’ordinanza del tribunale, «come l’assenza dal servizio del ricorrente per il giorno 5 luglio 2017 sia del tutto legittima, poiché preceduta da regolare richiesta di ferie. Inoltre, Della Torre sottoscrive in bianco il foglio di timbratura, ritenendo che fosse relativa ad una giornata per la quale non risultava la timbratura. Per questo, non ricorrono gli estremi della giusta causa di licenziamento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

