«L’opposizione alimenta gli istinti più bassi»

Alessandrini contrattacca: «Centrodestra responsabile del disastro dei conti». Il Pd: una gogna il sit-in
PESCARA. «Sulle tasse è necessario andare oltre il gioco delle parti e avere il coraggio delle proprie affermazioni. Prima raccogli i fatti, così, in seguito, potrai distorcerli come ti pare scriveva Mark Twain». Marco Alessandrini ha commentato così, ieri, il sit-in di protesta organizzata dai consiglieri di centrodestra davanti alle Poste centrali di corso Vittorio.
«La verità dei fatti», ha affermato, «è che l'opposizione cerca di alimentare gli istinti più bassi della popolazione non avendo espresso né responsabilità, né sincerità, né scuse alla cittadinanza sullo stato dei conti del Comune, ricordo che chi protesta non ha votato il bilancio di cui è stato artefice e nega un'evidenza che invece è nei numeri, verificabile da chiunque». «Noi avevamo l'esigenza di salvaguardare i conti», ha spiegato il sindaco, «ed è un ruolo che abbiamo preso subito in carico: con le imposte abbiamo dovuto reperire circa 18 milioni, abbiamo operato tagli per circa 4 milioni, ma ancora non è stato sufficiente per appianare un disavanzo di ulteriori 4 milioni e rotti di euro che, torniamo a precisare, noi non abbiamo generato».
Alessandrini ha continuato: «Vogliamo affrontare con responsabilità e non con demagogia questo periodo, chiediamo sacrifici alla città, ma li facciamo anche noi, ricordo che il sindaco e la giunta si sono tagliati le indennità e che le famigerate spese per lo staff sventolate dagli oppositori come pietra dello scandalo sono meno di un terzo di quelle sostenute dalla precedente».
Duro anche il commento del capogruppo del Pd Marco Presutti. «Fanno bene i consiglieri di centrodestra a farsi trovare all’ingresso delle Poste centrali di corso Vittorio Emanuele in questo ultimo giorno del versamento della prima rata della Tasi», ha sottolineato, «in effetti, è giusto che i cittadini, nel pagare le tasse, possano incontrare gli amministratori che hanno gestito il Comune negli ultimi 5 anni in modo così dissennato sul piano finanziario, da portare l’ente in una condizione fallimentare, tale da non consentire a chi oggi amministra Pescara di poter stabilire aliquote più lievi per la Tasi, malgrado i pesanti tagli effettuati al bilancio (circa 7 milioni di euro)». «Meraviglia», ha concluso, «che in questo modo abbiano voluto imporsi da soli una sorta di gogna camuffata, che vorrebbe buttare su altri la colpa della situazione presente. È un doppio errore di comunicazione, perché i cittadini sono perfettamente consapevoli della situazione e non si lasciano ingannare».
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