L’ordine: lascia un pacco e ti danno i soldi

Il corriere della banda è l’avezzanese Cappelletti che esegue i trasporti in tutta Italia: «Lavoro una cifra»
PESCARA. «Lascia un pacco e ti danno soldi». Questo l’ordine impartito da Giuseppe Mammoliti al corriere di Avezzano Carmine Amedeo Cappelletti, classe 1953. E poi, dopo lo scambio in via Codroipo, probabilmente a Roma, un’altra sosta: «Ascolta, dopo che consegni questo pacco vai a via Angelo Rocca a prendere altri soldi, non devi lasciare niente: solo prendere soldi. E vai a via Cassia 997 e scarichi un altro pacco e, dopo, vai a scaricare un altro pacco a via Francesco Cherubini». Cappelletti, anche lui tra i 28 arrestati di mercoledì scorso, esegue le direttive: «Lavoro una cifra», esulta in un messaggio intercettato. È uno capace di fare oltre 1.400 chilometri al giorno: «Amico mio, ieri, sono stato a Firenze e Poggibonsi. Oggi a Roma. Domani a Napoli ed a Andria. Venerdì a Taurianova», racconta a Massimo Ballone, l’ex capo della banda Battestini, anche lui agli arresti, che gli risponde così: «C. hai guadagnato una cifra».
Ex negoziante di scarpe ed ex dirigente accompagnatore dell’Avezzano calcio, Cappelletti, dicono gli atti dell’inchiesta, «agisce in qualità di corriere alle dirette dipendenze di Mammoliti, provvede a movimentare carichi di droga sia all’ingrosso rifornendo i depositi attivi a Roma, Andria e Pescara prelevando la droga nella stragrande maggioranza dei casi dalla provincia di Napoli e alla distribuzione del medesimo stupefacente consegnandolo ai clienti che, di volta in volta, gli vengono indicati da Mammoliti e Ballone». Un uomo fidato in grado di portare la cocaina «in varie parti d’Italia» e riportare indietro pacchi di soldi da affidare a Ballone, considerato cassiere e custode: «Cappelletti è stato uno dei corrieri di droga più frequentemente utilizzati da Mammoliti per prelevare, trasportare e consegnare sostanze stupefacenti». «Da Avezzano», dice l’ordinanza di arresto, «si spostava ripetutamente a Quarto per poi recarsi in numerosi altri luoghi della penisola ad ogni evidenza a consegnare stupefacente». Cappelletti è legato a Ballone, diversi gli incontri a Pescara (via Tirino): «L’analisi del grafico di contatti del Cappelletti consentiva di ricostruire il reticolo il cui referente è Mammoliti e poi Massimo Ballone soprattutto. Se Mammoliti agisce dalla provincia di Reggio Calabria, risulta incaricato della distribuzione dello stupefacente alla sua rete affidato sull’intero territorio nazionale, Ballone agendo da Pescara provvede alla custodia dei carichi che gli vengono consegnati da Mammoliti e alla distribuzione della droga a Pescara e comuni limitrofi». Secondo finanza, polizia e Dda di Napoli, «Cappelletti appare figura di estremo rilievo poiché, sebbene i suoi compiti siano soltanto di carattere esecutivo, i trasporti che effettua sono estremamente rilevanti per dimostrare l’esistenza di rapporti stabili tra il gruppo di Imperiale e i soggetti facenti capo a Mammoliti nonché per comprovare l’esistenza di una capillare ramificazione nella distribuzione delle sostanze stupefacenti». Del resto, dicono gli inquirenti, «i prelievi di stupefacente e i trasporti eseguiti da Cappelletti sono sempre preceduti e accompagnati da scambi di messaggi. La cessione di stupefacente viene prima concordata ai vertici e poi parte l’ordine a Cappelletti che con la sua auto esegue puntualmente le disposizioni di Mammoliti». (p.l.)

