L’ospedale scoppia, sopralluogo nei reparti con più emergenze
PESCARA. «I medici specialisti direttamente in servizio al pronto soccorso per evitare gli intasamenti dei pazienti nei reparti». È l’uovo di Colombo, una soluzione semplice e insospettabile quella...
PESCARA. «I medici specialisti direttamente in servizio al pronto soccorso per evitare gli intasamenti dei pazienti nei reparti». È l’uovo di Colombo, una soluzione semplice e insospettabile quella prospettata dall’infettivologo Giustino Parruti all’assessore alle Politiche della Terza età Nicoletta Di Nisio e al capogruppo Udc Massimiliano Pignoli che ieri mattina hanno effettuato un sopralluogo al pronto soccorso e nei reparti di Geriatria e Medicina per verificare le «criticità del sovraffollamento che vive quasi ordinariamente l’ospedale».
I due rappresentanti istituzionali sono stati accompagnati, durante il sopralluogo, durato due ore, dalle 11 alle 13, dal direttore sanitario di presidio (Pescara, Penne, Popoli) Valterio Fortunato e la dottoressa Diana Di Marco, dell’area infermieristica, ai quali si è aggiunto, in seguito, anche Parruti.Carenze di personale, lunghe degenze soprattutto negli ospedali di Penne e Popoli (i prossimi obiettivi) reparti in sovrannumero, le maggiori criticità rilevate dall’assessore Di Nisio e da Pignoli che hanno incalzato primari e personale medico. Prima tappa al pronto soccorso, che in mattinata registrava 25 pazienti “parcheggiati” su letti e barelle lungo i corridoi. Li ha accolti il primario Alberto Albani, il quale nei giorni scorsi ha dovuto fronteggiare l’emergenza di 400 accessi in un solo giorno.
Di Nisio: «Il mio invito ai medici di famiglia è ad una maggiore collaborazione con la Asl anche per sensibilizzare la cittadinanza a evitare di recarsi in pronto soccorso per lievi indisponibilità col rischio di intasare anche i reparti». Geriatria, il più affollato in assoluto con una media di 70 ricoveri giornalieri contro i 54 regolamentari. Ieri erano 73, di cui 19 in esubero, con tre casi di persone anziane indigenti e con familiari irreperibili.
«In queste situazioni coinvolgiamo anche i servizi sociali del Comune», ha precisato il primario Emilio Francesco Simeone che ha spiegato alla delegazione le dinamiche di un reparto «perennemente in emergenza», che ha sì, tanto bisogno di infermieri e operatori socio sanitari, ma una soluzione «potrebbero essere gli ospedali di continuità che fungerebbero da hospice e lungodegenza». Lungodegenza: termine che ha fatto salire la pressione a Di Nisio e Pignoli che hanno chiesto a Fortunato «come mai la degenza è molto prolungata, 20 giorni, un mese, all’ospedale di Penne».
Il direttore di presidio ha risposto: «A Penne la carenza di medici ha portato l’ospedale in affanno». Poi l’annuncio: «La Asl ha bisogno di posti di lungodegenza, almeno una trentina previsti da tempo, ma non arriveranno prima di un anno e saranno collocati nel dipartimento medico, tra il sesto e settimo piano».
L’assessore e il consigliere, hanno sottolineato come «all’emergenza sovraffollamento «non hanno risposto in termini di aiuto, gli ospedali di Chieti, Penne e Popoli». Ha chiuso Parruti con la ricetta sblocca reparti: «Medici specialisti in servizio al pronto soccorso».
Quindi la visita a Medicina (ieri 8 pazienti in esubero) dove ad attendere la delegazione c’era il medico internista, Maria Ciarniello. (c.co.)
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