L’Ue in pressing sui conti «Risposta entro gennaio»

Arriva la lettera della Commissione che chiede all’Italia correzioni della manovra Il governo valuta interventi, braccio di ferro con Bruxelles. Gentiloni a Berlino
ROMA. Il braccio di ferro tra Roma e Bruxelles è ufficiale. Ieri è arrivata la lettera della Commissione europea sullo scostamento dei conti. L’Ue “suggerisce” che «misure di bilancio aggiuntive pari a uno sforzo strutturale di almeno lo 0,2% del Pil potrebbero essere necessarie per ridurre il divario per il pieno rispetto nel 2017» .
In questo modo, secondo quanto si legge nella lettera che la commissione ha inviato al governo italiano, si può «evitare l’apertura di una procedura per deficit eccessivo per il mancato rispetto con la regola del debito basata sui dati del 2015». Si tratterebbe dunque di una manovra di circa 3,4 miliardi. Nella stessa lettera l’Ue dà tempo all’Italia per avere una risposta «entro l’ultima data utile per le previsioni economiche invernali della Commissione, fissata per il primo febbraio». La risposta, sollecitata dalla Commissione, dovrà essere pubblica e «comprendere un pacchetto sufficientemente dettagliato di impegni specifici e un calendario chiaro per una loro adozione legale rapida». Immediata la presa di posizione del capo dello Stato, Sergio Mattarella, ieri in visita ad Atene. «È giusto che l’Ue chieda agli Stati membri di avere conti in ordine e finanze a posto - ha sottolineato Mattarella - ma lo stesso rigore deve essere utilizzato anche quando gli Stati sono inadempienti sull’immigrazione e altri dossier». Tecnicamente pacata la replica del Mef: «Lo scostamento che secondo la Commissione andrebbe corretto è stimato in due decimi di punto di Pil. Siamo in contatto con la Commissione e nei prossimi giorni faremo le valutazioni del caso. Se, come e quando intervenire verrà deciso dal governo nei prossimi giorni».
Le stesse fonti sottolineano che «da novembre dello scorso anno la Commissione europea ritiene che il bilancio dell’Italia per il 2017 possa farci deviare dal percorso pluriennale di riduzione del rapporto debito/Pil e ci ha trasmesso una richiesta di intervento per assicurare la conformità del nostro bilancio». E sottolinea che «il rapporto tra debito pubblico e Pil si è sostanzialmente stabilizzato. È un risultato straordinario alla luce della recessione che si è rivelata più severa di quella degli anni trenta». La posizione sarà comunque assunta in modo collegiale e probabilmente sarà saggiata già oggi nel bilaterale Italia-Germania a Berlino. Il messaggio di Gentiloni alla Merkel sarà comunque chiaro, e soprattutto fermo, sia nella forma sia, si assicura, nella sostanza. L’Italia - è il concetto che si ribadirà in linea di continuità con il governo Renzi - è un grande Paese, come altri partner quali Germania e Francia, fondatore dell’Ue e si confronta alla pari. La cancelliera, che da sempre cerca di smarcarsi dall’accusa di essere la vestale dell’austerity in Ue, rinvierà di certo la questione a Bruxelles. Ma è ovvio che l'incontro di oggi sarà per l’Italia un test per sondare gli umori e oliare una soluzione diplomatica in vista del confronto con Bruxelles.
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