L’ufficio scolastico: a Pescara altri 260 posti

Prime rassicurazioni dopo la protesta ai “docenti con la valigia” destinati alle cattedre del Nord Italia
PESCARA. L'Ufficio scolastico provinciale rassicura i docenti di sostegno con la valigia pronta. «A settembre, la gran parte tornerà a casa perché a Pescara ci sono altri 260 posti pronti».
Ma il Cobas scuola non è certo di questa soluzione e ribatte: «Non è detto che riavranno il posto nella stessa scuola perché nel frattempo potrà essere occupato da altri che ne faranno richiesta».
Il contratto della mobilità firmato dai sindacati confederali e autonomi, collegato alla legge sulla buona scuola del governo Renzi, sta generando lacrime, inquietudine e panico negli insegnanti che devono trasferirsi nelle regioni del Nord per affrontare una nuova vita professionale e confusione nell'iter burocratico che precede gli ingressi del prossimo anno scolastico.
Marisa Di Cioccio, funzionaria dell'Ufficio scolastico provinciale, spiega che i docenti in partenza «sono stati scelti in base a un punteggio che viene attribuito secondo i titoli di ciascuno: lauree, master, dottorati, anni di insegnamento, che vanno a formare una mole di riferimenti inseriti in un cervellone dal quale emergono le nomine».
Le nomine sarebbero oltre 200, secondo Di Cioccio. L'esodo riguarda i docenti di ruolo nell'anno 2015-16, ma secondo Di Cioccio, «presto, molti di loro torneranno in Abruzzo perché attualmente ci sono oltre 260 posti in più rispetto ai 174 già assegnati in precedenza». Il primo settembre i cosiddetti "deportati" dovranno raggiungere le destinazioni assegnate tra Friuli, Veneto e Lombardia, ma dal 18 al 28 agosto potranno fare richiesta di assegnazione provvisoria per tornare in Abruzzo nel prossimo anno scolastico e conosceranno gli esiti entro il 15 settembre.
Ettore D'Incecco, Cobas scuola, polemizza sul fatto che, «dal primo settembre, i docenti devono obbligatoriamente prendere servizio nella scuola di destinazione, ma non c'è garanzia del ritorno nella scuola da dove sono andati via perché nel frattempo quei posti potrebbero essere assegnati provvisoriamente». I Partigiani della Scuola Pubblica, infine, fanno notare che l'unica docente ad aver azzeccato l'algoritmo è la moglie del premier Agnese Landini. che ha ottenuto la cattedra a Firenze, a pochi chilometri dall'abitazione di Pontassieve. (c.co.)
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