La Asl: nuovi test di massa, servono medici e pediatri

Il virus corre: ieri altri 75 contagi in città, è il dato più alto degli ultimi due mesi
PESCARA. Cercansi medici di famiglia e pediatri, anche in pensione o titolari di studi privati. E’ l’appello lanciato dalla Asl di Pescara. Occorre un numero elevato di personale sanitario, almeno un centinaio per cominciare, per dare avvio alla campagna di tamponi nei 10 comprensivi (dall’infanzia alle medie) scolastici di Pescara, prevista per la metà di febbraio. E per affrontare la seconda ondata degli screening di massa con test rapidi antigenici tra la popolazione, come richiesto con una lettera ai sindaci di Pescara, Montesilvano, Spoltore e Città Sant’Angelo, dal presidente della Regione Marco Marsilio, in considerazione dei crescenti, e altalenanti, numeri di contagi sul versante adriatico.
Fino a ieri erano complessivamente 794 i casi di infezioni registrati a Pescara dal 1° gennaio, il record negli ultimi due mesi, tra dicembre e gennaio; 75 nella sola giornata di ieri a Pescara; 155 i contagiati in provincia di Pescara; 40 i positivi con età inferiore a 19 anni, sempre in provincia di Pescara. Le scuole, financo le superiori, stanno diventando sempre più focolai di contagi. Il Comune di Pescara corre ai ripari con la richiesta di tamponi anche per gli alunni più piccoli e intanto pensa ad una postazione fissa, come per esempio può essere l’ex stazione di Porta Nuova, per la seconda tornata di screening di massa.
L’azienda sanitaria cerca personale medico da utilizzare per il monitoraggio. L’appello è lanciato da Rita Mazzocca, specialista di Igiene e medicina preventiva, direttore dell’unità operativa complessa Area Distrettuale Asl Pescara, coordinatore della Funzione territoriale e degli screening di massa sul territorio con la dottoressa Daniela Arcieri che si occupa dei rilevamenti nelle scuole superiori.
Dottoressa Mazzocca, l’invito della Asl è a una massiccia adesione di medici di basema in questa tornata che riguarda le scuole, soprattutto di pediatri?
«Si, chiediamo il sostegno di medici di famiglia e pediatri anche se pensionati o, professionisti privati, se lo vorranno. L’obiettivo è mettere in piedi una task force per poter avviare i tamponi nelle scuole, dall’infanzia alle medie e in seguito da utilizzare con la seconda ondata di screening in città. Quattro i sanitari, un medico o un pediatra a seconda che si tratti di alunni delle medie o bimbi più piccoli, 2 infermieri e personale amministrativo scolastico da impegnare in ogni istituto. Sulla base dei numeri degli organici e sulla rapidità di risposta che avremo dai colleghi possiamo cominciare a ragionare sulla data di inizio del monitoraggio, presumibilmente dalla metà di febbraio».
Prima non è possibile?
«Al momento stiamo procedendo, con personale Asl sempre su base volontaria, con i tamponi agli organici delle forze dell’ordine. Oggi (ieri) sono stati eseguiti test al personale delle Fiamme Gialle, lunedì 1° febbraio toccherà agli aeroportuali e al personale della Saga e Direzione marittima; il 2 si proseguirà con capitaneria di porto, il 4 con i vigili del fuoco, il 9 saremo all’Agenzia delle Entrate e a seguire in Tribunale e in prefettura. Il 4 febbraio saremo a Spoltore. Di concerto con il Comune, cominceremo i tamponi a 450 alunni delle medie e 50 tra docenti e personale Ata. Coinvolte anche le scuole primarie con 720 alunni e 23 di Caprara. Inoltre, torneremo a testare Bussi e Popoli».
Come sarete organizzati nelle scuole pescaresi?
«Lo valuteremo con i presidi e con il Comune. Chiediamo, infine, come è stato finora, la massima collaborazione del mondo del volontariato, a cominciare dalla Protezione civile, per i compiti di accoglienza all’interno delle sedi dove si svolgeranno i test».
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