La Asl: truffe ambulanze, siamo parte offesa

13 Aprile 2019

L’indagine sull’associazione di volontariato Life, l’Azienda sanitaria è pronta a chiedere i danni

PESCARA. La truffa delle ambulanze scuote la Asl di Pescara e spinge il direttore generale Armando Mancini a comunicare che l’azienda sanitaria è pronta a chiedere i danni e ad avviare indagini amministrative interne. Ma soltanto una volta concluse le attività d’indagine da parte dei finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria del comando provinciale di Pescara, diretti dal tenente colonnello Luca Lauro. Il giorno dopo la denuncia alla Procura della Repubblica dell’associazione di volontariato Life per truffa aggravata ai danni dello Stato e la segnalazione per violazioni della normativa in materia di responsabilità amministrativa degli enti, la Asl di Pescara decide di tutelarsi. Attraverso una nota, firmata dal manager Mancini, la Asl precisa più volte di essere “parte offesa” in questa vicenda e di aver appreso delle indagini in corso della Guardia di finanza soltanto dagli organi di informazione. «Non appena le indagini saranno concluse», si legge sulla missiva della Asl, «sarà possibile, per la Asl di Pescara, quale parte offesa, assumere ogni opportuna iniziativa, anche mediante attivazione di indagini amministrative interne; e solo allora saranno possibili azioni nei confronti degli organismi di volontariato responsabili di eventuali illeciti configuranti un danno per la Asl e per la collettività». In base a quanto è stato reso noto dalle Fiamme gialle, le indagini sono andate avanti per un anno e mezzo e hanno interessato gli interventi di soccorso in emergenza con le ambulanze del 118 e i cosiddetti trasporti secondari di infermi e dializzati effettuati in regime di convenzione da parte di associazioni ed enti esterni alla Asl.
Le attività investigative avrebbero portato alla luce un giro d’affari illecito che ammonta a circa 40mila euro nell’annualità 2017. In sostanza l’associazione Life avrebbe gonfiato i rimborsi chiesti alla Asl, arrivando a rendicontare persino trasporti di persone decedute da mesi, corse singole al posto di viaggi cumulativi e, in un caso, anche il trasporto di un uomo da una località di vacanza fuori regione a casa propria, senza autorizzazioni e in assenza dei requisiti di legge. Giovedì, Domenico Pettinari, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, è arrivato a chiedere all’assessore Nicoletta Verì la revoca immediata della concessione all’associazione. «In questa fase», è invece la risposta di Mancini, «azioni di revoca fatte su esclusiva fonte giornalistica di notizia, sarebbero arbitrarie ed esporrebbero a possibili azioni di rivalsa».