«La ciclabile della riviera ora è pericolosa»

23 Giugno 2020

PESCARA. «Dopo Montesilvano, anche Pescara infligge un taglio alla pista ciclabile regionale “Bike to coast” in modo rapido e indolore. Il cordolo che separava la pista ciclabile dalla strada,...

PESCARA. «Dopo Montesilvano, anche Pescara infligge un taglio alla pista ciclabile regionale “Bike to coast” in modo rapido e indolore. Il cordolo che separava la pista ciclabile dalla strada, realizzato dal progetto di unificazione dei percorsi sostenibili rivieraschi, oggi non c’è più». A denunciarlo è il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli.
«Così i ciclisti per continuare il tragitto su due ruote», spiega, «devono effettuare un giro largo e attraversare in curva un incrocio dove transitano bus e auto, mentre prima procedevano in maniera rettilinea e riparata da un cordolo che ora è stato eliminato».
«Un intervento rapido, scandito da un’ordinanza del 9 giugno scorso», afferma, «ma sarebbe utile capire dal Comune quale sia la progettualità a monte e la ditta esecutrice, nonché se la modifica sia in regola con quanto stabilisce il decreto ministeriale del 30 novembre 1999, numero 557, ossia il regolamento per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili, vista la tortuosità del percorso attuale. Altro dubbio sostanziale è se sia stata interpellata la Soprintendenza per effettuare la valutazione paesaggistica che è prevista per i lavori di questo genere sulla riviera di Pescara».
«Sapere tutto questo», conclude, «è utile anche per capire se a spingere la modifica sia davvero un’esigenza collettiva o una richiesta specifica, come fa presupporre la sola realizzazione degli stalli di sosta, anziché il mancato spostamento della fermata del bus, che rimane su strada a bloccare il traffico e che avrebbe potuto offrire una parvenza organica di progettualità al provvedimento. Provvedimento che non sembra ispirato da un ragionamento complessivo di tutela delle utenze deboli e degli stessi automobilisti».
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