La costa e le aree interne

insieme per ripartire
LORETO APRUTINO . Sono diverse, per Mauro Di Zio, le priorità sulle quali si dovrebbe concentrare l’azione politica del prossimo governo regionale. I principali punti deboli del sistema Abruzzo per Di Zio, presidente regionale della Cia (Confederazione italiana agricoltori) e vice presidente nazionale dello stesso organismo, sono essenzialmente due: «La priorità numero uno», dice, «è che bisogna uscire dalla situazione di indebitamento nella quale ci troviamo, una situazione che condiziona in maniera forte sia le imprese, sia i cittadini». La seconda, invece, «riguarda il fatto di mettere insieme le aree territoriali del nostro Abruzzo, determinando una situazione che non veda contrapposte, ma anzi fortemente coese, le realtà territoriali della costa e quelle delle zone interne».
È giunto, dunque, secondo il presidente della Cia, il momento di superare una volta per tutte la situazione di dualismo territoriale che vede quasi in contrapposizione il mare con la montagna, tentando invece di rimetterle insieme nell’interesse di tutti. Come si può ricucire lo strappo?
Di Zio non ha dubbi: «Pianificando nel migliore dei modi le strategie di valorizzazione del territorio, valorizzando le potenzialità dell’Abruzzo e definendo obiettivi, strategie e servizi senza contrapposizione, ma anzi, con condivisione. Siamo una piccola regione, che tra l’altro non sempre viene percepita correttamente all’esterno, nonostante le potenzialità di cui disponiamo. Per questo c’è bisogno di maggiore condivisione. Bisognerebbe far capire all’esterno che l’Abruzzo è una regione accogliente, una regione nella quale vivere. Le varie vicende che si sono susseguire nel corso degli anni, purtroppo, hanno veicolato un’immagine diversa, ma l’Abruzzo è un insieme di territori di grande valenza ambientale, con storia, tradizioni e cultura che sarebbe bellissimo conoscere. Per fare questo c’è bisogno di creare sinergia tra quello che è il sistema della costa, che ha le strutture giuste per fare accoglienza, anche sotto il profilo dei numeri, e l’interno. Se si riuscisse a coinvolgere anche l’interno si potrebbe creare un circuito virtuoso in grado di alimentare questa sinergia sull’intero territorio abruzzese, partendo, naturalmente, da infrastrutture adeguate, sicure e in grado di fornire servizi efficaci sia alla popolazione abruzzese, sia ai visitatori».
Ed è altrettanto chiaro il presidente della Cia, l’associazione che lavora per il miglioramento e la valorizzazione del settore primario e per la tutela delle condizioni dei suoi addetti, per quanto riguarda le richieste specifiche per il settore dell’agricoltura. «Chiediamo», dice, «di mettere in condizione il mondo agricolo di poter usufruire delle risorse messe a disposizione per consolidare un sistema, a volte strutturato, ma che altre volte ha bisogno di innovazione e di promozione verso l’esterno».
E le caratteristiche che il nuovo presidente dovrebbe possedere? «Anche qui ne individuo due», conclude. «Competenza e capacità, soprattutto quella di mettere insieme le varie realtà del sistema, con il risultato di condividere gli stessi obiettivi». (a.bag.)

