La cultura si ritrova per l’ultimo saluto al genio Spalletti

14 Ottobre 2019

A Città Sant’Angelo nella cappella ideata dall’artista sono arrivati da tutta Europa. Il vescovo: «Qui c’è la sua purezza»

PESCARA. «La spiritualità è un valore universale che appartiene a tutti. Un luogo spirituale ti aiuta nella ricerca del benessere, come una passeggiata all’alba o al tramonto sul mare, o tra gli alberi di un bosco, quando un raggio di sole ti raggiunge, quasi a indicarti un percorso». Così Ettore Spalletti raccontava due anni fa l’essenza della cappella realizzata da lui, insieme con la moglie architetto Patrizia Leonelli per la clinica Villa Serena, a Città Sant’Angelo. E proprio nella spiritualità ispirata dall’opera dell’artista, scomparso per un infarto a 79 anni, si sono raccolti ieri pomeriggio i tanti che hanno partecipato alla cerimonia funebre officiata dall’arcivescovo Tommaso Valentinetti. Una cerimonia sobria ed essenziale come la bara di legno chiaro scelta per il pittore di Cappelle sul Tavo conosciuto in Europa e nel mondo. Un mondo, quello dell’arte, che ieri ha risposto con la presenza commossa dei galleristi Lia Rumma, Pio Monti, Mario Pieroni e Massimo De Carlo, con architetti e artisti come Marco Bagnoli, Piero Calzolari, Sergio Sarra, Franco Summa, Gianni Dessì. Presenti, tra gli altri, anche il direttore del museo Madre di Napoli, Andrea Viliani e Michelle Kounellis, vedova del grande artista. Un abbraccio grande e pieno per i familiari e per i tanti che hanno condiviso con Ettore Spalletti la sua genialità, il suo pensiero trasversale e anticonvenzionale che ne hanno fatto un faro nell’arte come nella vita. «Dietro quest’azzurro c’è il suo mistero», ha detto il vescovo nella sua omelia, «in questo luogo, in questa cappella, c’è tutta la bellezza e la purezza dell’artista, capace di rinnovare e dare contemporaneità anche agli arredi liturgici». Il suono del violino in sottofondo, alcune testimonianze al microfono e, su tutti, l’arte di Spalletti.(s.d.l.)
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