La Dayco: rispettati i decreti sulla sicurezza

Attività sospesa a Manoppello. L’azienda: «Pronti a chiarire la nostra posizione con la prefettura»
MANOPPELLO. La prefettura di Pescara ha sospeso le attività dello stabilimento Dayco a Manoppello, ma l’azienda si difende: «Abbiamo rispettato quanto stabilito dai decreti di urgenza emessi a mano a mano in questa difficile emergenza sanitaria». Per conto del suo amministratore delegato Bruno Vallillo, la Dayco risponde alle polemiche sul mancato rispetto dei Dpcm del 14 marzo (protocollo sicurezza), 22 marzo (Ferma Italia) e 25 marzo (Revisione codici Ateco) oltre che alle accuse per aver utilizzato codici impropri per la prosecuzione delle attività. «Questo lascerebbe intendere che gli stabilimenti della Dayco proseguono o hanno tentato di proseguire la loro attività nonostante la poca sicurezza nei luoghi di lavoro e che le nostre produzioni non tengono minimamente conto della decretazione d’urgenza adottata dal Governo», spiega l’amministratore Vallillo. «Nulla è più lontano dal vero. È bene precisare che Dayco ha la legittima autorizzazione a operare, avendo buona parte della produzione legata al settore ricambi sia originali sia indipendenti e si inserisce quindi nelle filiere autorizzate dal Dpcm del 22 marzo e successive modifiche. Dayco ha oltre 1500 punti di spedizione ricambi che vengono utilizzati anche su mezzi pubblici, di emergenza e di forze dell’ordine. Oltre a questo», aggiunge l’azienda, «Dayco produce parti di primo impianto anche per veicoli agricoli che sono quindi funzionali alla filiera produttiva, anch’essa autorizzata dal Dpcm e successive modifiche. Pertanto, Dayco sta rispettando quanto stabilito dai decreti». Quanto alla sospensione delle attività dello stabilimento di Manoppello, l’azienda si difende. «Venerdì, sono state sospese dalla prefettura di Pescara le attività dello stabilimento di Manoppello in base a un decreto con motivazioni non meglio specificate. Supportati da Confindustria, stiamo quindi prendendo contatti con la prefettura di Pescara per un reciproco chiarimento. Dayco ha applicato un sistema di sicurezza in tutti gli stabilimenti, uffici e centri di distribuzione, tra l’altro ben prima dell’entrata in vigore del protocollo d’intesa sulla sicurezza siglato da Governo e parti sociali e le nostre prescrizioni sono assolutamente in linea, se non superiori, con quanto previsto dal protocollo». Dayco spiega di aver ridotto le presenze impiegatizie con l’utilizzo del lavoro flessibile (smart working), di aver separato i turni sacrificando parte della produzione per garantire l’opportuno isolamento, di aver chiuso le mense, gli spogliatoi e tutte le aree sociali, garantendo comunque le pause scaglionate, e di aver dotato tutti i dipendenti di sistemi di protezione individuale quali mascherine e guanti.

