La destra sogna «Genova per noi»

25 Giugno 2017

La città è feudo della sinistra, ma Bucci vuol sedurre i grillini per battere Crivello

GENOVA. Non ci saranno magari le televisioni da tutto il mondo a seguire l'esito del secondo turno delle comunali di Genova, come pronostica il leader della Lega Matteo Salvini, ma di certo il test del capoluogo ligure segna uno spartiacque a livello nazionale. Se vince Marco Bucci, lo schieramento nato sul modello della giunta di Giovanni Toti, da Fi a Fdi a forte trazione leghista, entrerebbe per la prima volta a palazzo Tursi. Un assaggio di ribaltone sotto la Lanterna peraltro si è già avuto al primo turno quando tre municipi della città, Levante, Medio Levante e Centro Est, corrispondente alla zona del centro storico, sono andati al centrodestra. Con una vittoria storica a Genova il centrodestra si sentirebbe già proiettato verso il governo nazionale dimostrando, come ha detto Toti in chiusura di campagna elettorale, che «esiste uno schieramento ampio, plurale, giovane e nuovo, che si vuole candidare senza timidezza a tornare al governo del Paese». Se invece vincesse il centrosinistra di Gianni Crivello, che arriva al ballottaggio in ritardo di 5 punti, sarebbe la prima inversione di tendenza nella Regione per il centrosinistra dal 2015, quando il Pd si dilaniò in lotte interne che portarono alla sconfitta della coalizione. Crivello cerca la rimonta e non dispera, anche perché la percezione nel suo schieramento è che le distanze si sono accorciate. «Portiamo la gente a votare», dicono. Ma al di là della lotta politica un nemico più subdolo è quello dell'astensionismo. Fenomeno che si è già registrato al primo turno (52%) ma che preoccupa ancora. Ad averne fatte più le spese, dicono gli analisti, sarebbe stato il centrosinistra, anche se il tema ha dominato la campagna elettorale per il ballottaggio. Crivello si è lanciato nel porta a porta battendo a tappeto molti quartieri della città. Anche Salvini nel comizio di chiusura ha insistito che bisogna convincere gli elettori a votare perché «i dati dicono che 1 genovese su 2 non ha deciso». C'è stato anche chi, come Stefano Garassino, segretario provinciale del Carroccio, ha fatto affiggere manifesti soprattutto a Sampierdarena, popoloso quartiere del capoluogo ligure, che sotto il simbolo del Centro studi sociali san Giovanni Bosco, promettevano agli elettori di essere accompagnati gratuitamente al seggio. A corredo di tutto l'invito a votare per Bucci e un numero verde. Dall'iniziativa hanno perso le distanze i salesiani, a chiusura di una campagna elettorale a tratti infuocata.
Ancora qualche ora e si saprà se Genova è ancora la rossa, dopo aver indicato chiaramente di non essere grillina. Ma è proprio sui sostenitori del candidato pentastellato Luca Pirondini che si guarda soprattutto dal centrodestra.