La Finanza smantella laboratorio di griffe false

12 Agosto 2017

Le Fiamme gialle di Pescara hanno individuato un altro opificio, zona Grandi alberghi, a ridosso del ghetto di via Ariosto. Denunciato un cittadino senegalese

MONTESILVANO. Lotta al mercato del falso. La guardia di finanza ha smantellato nei giorni scorsi un opificio domestico specializzato nella produzione di merci contraffatte. Insospettiti dal continuo andirivieni di persone, soprattutto in ore notturne, i militari del nucleo di polizia tributaria di Pescara hanno organizzato un blitz nell’appartamento di una palazzina, zona Grandi alberghi, a ridosso del già noto complesso di via Ariosto, da cui a giugno sono stati sgomberati oltre cento senegalesi.
Qui è stato scoperto il laboratorio in cui venivano confezionati accessori e calzature di moda. L’attività investigativa ha portato alla luce oltre 600 pezzi falsificati con griffe di marchi famosi apposte su scarpe e altra merce destinata ai venditori ambulanti che in questi giorni si riversano sulle spiagge del litorale adriatico.
Nello stesso contesto, i militari hanno sequestrato marchi e collanti pronti a essere usati per confezionare altri articoli illegali. L’operazione della finanza mira a reprimere comportamenti illeciti che minano la concorrenza tra gli operatori del mercato, in danno dell’economia nazionale e del lavoro. Il responsabile dell’opificio, di nazionalità senegalese, è stato denunciato alla magistratura per i reati di ricettazione e introduzione sul mercato di prodotti contraffatti. In seguito allo sgombero, nel giugno scorso, i senegalesi non hanno perso solo le loro case ma anche molti dei loro effetti personali, come ha lamentato la stessa comunità. Tra questi, la maggior parte della merce contraffatta che rappresentava una delle loro principali fonti di guadagno. All’interno della qasbah montesilvanese, tra rifiuti, mobili, pentole, biciclette abbandonate, sono rimaste cataste di vestiti, borse, scarpe e accessori falsificati delle più importanti griffe.
Da tempo, infatti, il ghetto di via Ariosto era diventato il centro nevralgico di due attività illecite principali: lo spaccio di sostante stupefacenti e il commercio di merce contraffatta. A raccontare di questi traffici sono le indagini delle forze dell’ordine che, più volte, hanno fatto irruzione nelle palazzine. Per il filone della contraffazione, un’indagine della finanza del marzo scorso aveva svelato che i capi contraffatti arrivavano da Napoli e dall’hinterland. Risale allo stesso periodo la scoperta, da parte della squadra mobile di Pescara, di un laboratorio abusivo, allestito in uno degli appartamenti sgomberati a giugno, dove venivano riprodottiloghi di marchi famosi come Prada, Gucci, Chanel, Tods, Louis Vuitton, Liu Jo, Hermes e Armani. Una centrale del falso con una macchina da cucire professionale, 29 matrici in ottone per contraffare i marchi e una pressa. E poi circa un migliaio di capi di abbigliamento contraffatti tra felpe, t-shirt, pantaloni e borse per un valore stimato sul mercato nero di quasi 40 mila euro.
L’ultima operazione della finanza di Pescara si colloca esattamente in questo contesto. (cr.pe.)
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