«La Forestale non c’è più ora puntiamo sui volontari»

L’AQUILA. Sarà la prima estate senza il Corpo Forestale dello Stato, dismesso dal decreto 177 del 2016 e confluito, in larghissima parte, all’interno dell’Arma dei Carabinieri. Una situazione che...
L’AQUILA. Sarà la prima estate senza il Corpo Forestale dello Stato, dismesso dal decreto 177 del 2016 e confluito, in larghissima parte, all’interno dell’Arma dei Carabinieri. Una situazione che crea non poche preoccupazioni per quanto riguarda la gestione degli incendi boschivi in una regione, l’Abruzzo, che ha un terzo della sua superficie coperto da aree protette. Una situazione, spiega Silvio Liberatore, responsabile della sala operativa emergenze e volontariato e della campagna Aib 2017 (anti incendio boschivo) che parte dal prossimo primo luglio, E che ha comportato la modifica delle convenzioni e dei protocolli operativi.
Cosa è cambiato rispetto all’anno scorso?
«Ora i forestali confluiti nei carabinieri non possono più fare attività di spegnimento. A occuparsene saranno i vigili del fuoco, che coordineranno anche gli interventi che una volta erano della forestale, i pochi forestali transitati nel Corpo dei vigili e i volontari. Questo, naturalmente, ha comportato la necessità di modificare le convenzioni. Dal 2000 la competenza delle campagne Aib è diventata competenza delle Regioni. L’Abruzzo, che è una delle più sensibili e vulnerabili sotto questo profilo, ha sempre investito nella campagna Aib grazie anche al Corpo Forestale che dava un grande supporto, con le 70 sedi di comandi stazione e le 300 unità di personale dislocate sul territorio. Se scoppiava un incendio c’erano i Dos (direttori delle operazioni di spegnimento) che coordinavano le attività e anche il sistema della protezione civile».
Attualmente, come siete organizzati in termini di uomini e mezzi?
«Abbiamo sette squadre a terra e una trentina di Dos. Naturalmente, se si dovessero verificare delle emergenze ci sono altre squadre di Vigili del Fuoco pronte a partire, anche se impegnate in altre attività. Visto che è venuta meno quell’organizzazione capillare garantita dal Corpo Forestale, stiamo potenziando la rete del volontariato per lo spegnimento dei piccoli incendi. In questo senso abbiamo promosso dei corsi di formazione ai quali hanno partecipato 713 volontari, che sono stati messi nelle condizioni di intervenire per lo spegnimento di piccoli incendi. Tutte le spese di sorveglianza sanitaria, e quello per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale sono a carico della Regione. I volontari hanno a disposizione 55 moduli antiincendio montati su fuoristrada della Regione, più altrettanti mezzi privati acquistati con contributo regionale. A Pescara c’è il mezzo aereo orientato dei Vigili del Fuoco, e in caso di necessità sono a disposizione 4 canadair del Coau (Centro unificato aereo nazionale), integrati anche da elicotteri dedicati al Centro Italia».
Che succederà dal primo luglio?
«Saranno operativi i servizi di avvistamento. Tutte le attività saranno coordinate dalla sala operativa regionale che ha sede all’Aquila. Abbiamo firmato una convenzione anche con i carabinieri forestali che sanzioneranno tutti coloro che metteranno a rischio, con comportamenti inadeguati, le aree verdi».
Parliamo di risorse…
«Pur mantenendo le stesse risorse dell’anno scorso, è lecito pensare che il potenziale sarà ridotto. I vigili del fuoco, purtroppo, non hanno la stessa distribuzione capillare sul territorio rispetto a quella del Corpo forestale. La Regione ha stanziato 450 mila euro per le convenzioni, e altri 45mila per l’elicottero. Le spese per il volontariato sono a parte. A questo proposito vorrei ringraziare tutti i volontari che continuano a prestare la propria opera, nonostante la Regione sia in ritardo con i rimborsi. A loro va tutto il nostro plauso».
E in caso di incendio, a chi ci si deve rivolgere?
«Sono a disposizione, oltre al 1515 e al 112, il numero verde 8008160145 e il numero della sala operativa, 0862311530».
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