La Francia alle urne con l’incubo jihadista

19 Aprile 2017

Arrestati due sospetti terroristi a Marsiglia. Il governo: «Attacco imminente» Presidenziali, domenica 23 il primo turno. Rafforzata la scorta ai candidati

ROMA. Sventato un attentato “imminente” in Francia. Obiettivo della cellula jihadista scoperta ieri a Marsiglia: uno degli undici candidati all’Eliseo. Ne è convinto il ministro dell’Interno, Mathias Fekl, che alla vigilia del primo turno delle elezioni presidenziali ha annunciato l’arresto di due presunti terroristi, Clement Baur, 23 anni, e Mahiédine Merabet di 29, entrambi di nazionalità francese e originari della Francia del Nord. Erano ricercati da una decina di giorni, ma il nascondiglio è stato scoperto ieri. Le loro foto, già giovedì scorso, erano state consegnate agli uomini della scorta dei singoli candidati, sui quali in questo scorcio di campagna elettorale si sono strette le misure di sicurezza. Intercettato un video che stava per essere diffuso online in cui i due giovani francesi avevano giurato fedeltà allo Stato islamico, triste e ormai consueta premessa all’entrata in azione.

«Il rischio terrorismo è più elevato che mai». «Faremo di tutto per garantire la sicurezza di questo evento cruciale per la nostra democrazia e la nostra Repubblica. Per garantire la sicurezza dei candidati, dei loro uffici, dei raduni elettorali e dei comizi». Parole chiare che non lasciano spazio a dubbi quelle pronunciate dal ministro dell’Interno francese mentre era ancora in corso l’operazione antiterrorismo a Marsiglia. E se un atto terroristico è stato dato per “certo e imminente” non è stato invece possibile per gli investigatori capire chi tra i candidati fosse l’obiettivo e «nemmeno il giorno preciso», ha ammesso il procuratore di Parigi, Francois Molin.

Blitz a Marsiglia. Nell’appartamento che i due sospetti terroristi avevano preso in affitto nel terzo arrondissement di Marsiglia gli uomini delle forze speciali hanno trovato, oltre ad armi (una pistola e una mitragliatrice) tre chilogrammi di esplosivo, e materiale di propaganda jihadista come una bandiera nera dell’Is. Materiale probabilmente utilizzato per confezionare immagini di minacce da diffondere in rete. Uno dei due arrestati è stato trovato in possesso anche di un fotomontaggio con l’immagine del candidato gollista Francois Fillon sovrastato da una bandiera nera dell’Is e da un mitragliatore con la scritta “la legge del taglione”. Un passato nella criminalità comune, Baur e Merabet erano ricercati per associazione terroristica e considerati “pericolosi”. Secondo gli uomini dell’intelligence francese si sono radicalizzati all’Islam dopo un periodo trascorso in carcere.

A quattro giorni dal primo turno di elezioni presidenziali. Si vota domenica prossima, il 23 aprile, e la Francia piomba di nuovo nell’incubo terrorismo. Le parole del ministro Fekl hanno fatto alzare la tensione in tutto il Paese, attarversato da iniziative elettorali e comizi: «I sospettati avevano intenzione di commettere a brevissimo termine, cioè nei prossimi giorni, un attentato sul suolo francese». Rafforzata subito la scorta di Fillon, il candidato che appare nel lugubre fotomontaggio. Già venerdì scorso, per paura che fosse proprio lui nel mirino dei terroristi, durante un comizio a Montpellier sono stati dispiegati tiratori scelti, così come per il comizio di ieri a Nizza. In pieno stato di allerta anche gli uomini addetti alla sicurezza del candidato centrista indipendente Emanuel Macron e di Marine Le Pen oggetto di contestazioni in un teatro nel nord di Parigi dove una ragazza, riuscita a salire sul palco, è stato bloccata dai bodyguard lepenisti. Ieri lo staff della candidata del Front National ha tenuto a sottolineare come «non possa trattarsi di un caso che i due siano stati arrestati a Marsiglia il giorno precedente l’arrivo in città» della Le Pen per un’iniziativa elettorale. Ma allo stato dei fatti non c’è alcuna conferma che fosse lei il bersaglio. In questo clima di tensione, domenica oltre 45 milioni di francesi si recheranno alle urne per votare il successore di Francois Hollande. Se nessuno dei candidati supererà il 50 per cento dei voti, il 7 maggio si terrà un secondo turno. È stata una lunga campagna elettorale caratterizzata da colpi di scena, scandali, sorpassi e ritiri. A cui ora si aggiunge un allarme terrorismo senza precedenti.