«La giunta ha ignorato i debiti per due anni»

9 Aprile 2022

Il Pd attacca l’amministrazione: sapeva di dover restituire un prestito in anticipo e non ha fatto nulla

PESCARA. «La realtà si conosceva perfettamente già al momento dell'insediamento, ma in questi due anni e mezzo non hanno fatto nulla per trovare una soluzione». La denuncia contro la giunta di Carlo Masci arriva dal capogruppo Pd Piero Giampietro insieme ai consiglieri di centrosinistra. La vicenda è quella relativa al buco finanziario legato alla sentenza della Corte costituzionale che costringe il Comune a restituire in 10 anni, anziché in 30, le rate di un prestito da 33 milioni di euro. Una sentenza che, secondo gli esponenti di opposizione, era nota «ma l'amministrazione non ha fatto nulla per dialogare con Roma come hanno fatto altri Comuni».
«Perché Napoli e Reggio Calabria sono riusciti a risolvere il problema a monte, con un intervento legislativo e Pescara no?», domanda la consigliera Stefania Catalano. «Questa amministrazione non si è mai posta il problema oggettivamente. E anzi, non si è comportata da buon padre di famiglia». L'errore commesso dal sindaco Masci e dalla giunta è doppio secondo i consiglieri di minoranza. «Aver ignorato il problema e nel frattempo aver continuato a spendere risorse inutili. È il caso di viale Marconi», spiegano, «per il quale i fondi c'erano, ma invece ne hanno messi di accessori».
«O è il caso del Giro d'Italia», specifica Marco Presutti, «per cui sono stati stanziati 220mila euro. Forse sarebbe stato il caso che questa spesa fosse stata sostenuta dalla Regione, ma quando questa amministrazione bussa alla porta dell'ente regionale, questo non c'è mai. Tutta questa vicenda richiama quanto accaduto in passato, quando lo Stato strinse i cordoni della borsa, la giunta di Luigi Albore Mascia non adottò politiche prudenziali e si creò un buco a cui con la giunta Alessandrini avevamo dovuto porre rimedio con il piano pre-dissesto. Ora è la stessa cosa. Non è stata adottata nessuna politica prudente. A dicembre avevamo proposto di non approvare il bilancio, e questo ora ci avrebbe permesso di spendere per dodicesimi, senza impegnare ulteriori risorse». Per Giovanni Di Iacovo «questa amministrazione ha avuto un'inerzia e una sciatteria tali da non occuparsi di questo fatto prioritario. Penso che l'unica via di uscita sia quella di andare al governo e chiedere un aiuto, perché non si può pensare di mettere le pezze al buco, spremendo i pescaresi». «Fino a ora hanno tralasciato il problema», continuano, «ma ora sono stati messi dinanzi al dato oggettivo e cercano di recuperare in qualche modo: con i parcheggi a pagamento in tutta la città; o intervenendo persino sui cimiteri dove stanno pensando di far pagare le spese di spostamento dei defunti (dopo i 50 anni) che in genere vengono sostenute dai Comuni».