La Grippa sbaraglia tutti

6 Marzo 2018

La candidata 5 Stelle lavora in un’azienda di trasporti: è un sogno che si realizza

VASTO. Da impiegata di un’azienda di trasporti a deputata. Carmela Grippa, 45 anni, originaria di Lucera ma residente a Vasto da diversi anni, andrà a rappresentare il territorio in Parlamento. «Sono immensamente felice per questo risultato, ancora una volta un sogno si è realizzato», commenta sul suo profilo Facebook, «altri cittadini liberi e coraggiosi entreranno a rappresentarvi ed io sarò una di loro. Nulla arriva senza un duro lavoro di squadra fatto di sacrifici e ore d’impegno e speranza. Un grazie particolare a chi, come me, si è prodigato in questi 40 giorni di duro lavoro e di cui oggi raccogliamo i frutti. Ci sono stati giorni di duro impegno, di sofferenza, però oggi è tempo di festeggiare». Con 61.959 voti Grippa si è imposta nel collegio Vasto-Lanciano-Ortona, battendo il candidato dell’Udc Enrico Di Giuseppantonio, fermo a 48.071 preferenze. «Ringrazio di cuore chi mi ha votato, per me si tratta comunque di un positivo risultato personale», commenta il sindaco di Fossacesia, che ha seguito a casa lo spoglio, «un responso che non mi ha visto eletto nel mio collegio ma che mi dà fiducia per proseguire nel mio impegno politico e di amministratore. Finalmente il centrodestra in Abruzzo ha ritrovato una forte unità, fattore che sarà determinante nei prossimi appuntamenti elettorali, a cominciare dal voto per il rinnovo dell’assemblea regionale. Forze che, insieme, hanno tenuto testa al Movimento 5 Stelle, e battute più da un voto d’opinione, che per il programma presentato agli elettori».
Non va oltre il 16,99% (24.502 voti) Marusca Miscia, assessore a cultura e turismo del Comune di Lanciano, candidata del Pd. «Ho perso e con me ha perso un partito», è il commento schietto all’indomani del voto, «questa campagna elettorale mi ha dato sicuramente più di quanto mi ha tolto guardando i risultati, riparto da qui. Sono preoccupata per chi adesso potrebbe governare, per i consensi raccolti attraverso l’invettiva, la paura, l’odio, il populismo. Sentimenti che non appartengono al Partito democratico. Il banco di prova adesso è libero e a disposizione di chi pensa e ha il dovere di fare meglio. Nei prossimi giorni tornerò al lavoro e riprenderò con l’entusiasmo di sempre ad impegnarmi per il bene della mia comunità».
«Le urne ci hanno consegnato un responso inequivocabile», dice la sindaca di San Salvo, Tiziana Magnacca, candidata al collegio proporzionale alla Camera per Forza Italia, «il Movimento 5 Stelle è stato travolgente, un vero tsunami elettorale, segno che la gente ha voluto cambiare con convinzione, alla ricerca di una nuova esperienza politica. I grandi numeri sono sempre segno di grandi responsabilità: da questo momento in avanti dovranno dimostrare nei fatti che le loro proposte non sono castelli di carta». Per Etelwardo Sigismondi, candidato per Fratelli d’Italia-An, «la possibilità di essere eletto c’era, ma non mi sono mai illuso. Sono comunque sereno perché ho dato il massimo. Ho girato in lungo e in largo le tre province, dialogando con la gente e illustrando le proposte del mio partito».
Aspetta la ripartizione dei seggi col sistema proporzionale per avere la certezza del seggio Camillo D’Alessandro, candidato nel listino Pd. «Quello di domenica è un voto che non premia chi, nel tempo, si è assunto responsabilità di governo di fronte a giganteschi problemi che hanno determinato sofferenza e preoccupazione nei cittadini», è l’analisi del consigliere regionale di Arielli (dove il Pd è, anche se di poco, al di sopra dei 5 Stelle), «hanno vinto due forze, 5 Stelle e Lega, che hanno usato come una clava alcuni temi -sicurezza, immigrazione, reddito per tutti- creando grande aspettativa ma alimentando anche rabbia. Non ci sono scuse, la sconfitta è sconfitta. Ma credo che il dibattito nazionale abbia travolto le questioni regionali. Spero, adesso, che questa aspettativa venga ripagata da chi, oggi, passa dalla parte del fare. Se entrerò in Parlamento», continua D’Alessandro, «mi impegnerò per portare le questioni regionali a prevalere all’interno delle politiche nazionali e chiederò a tutti gli eletti abruzzesi di fare squadra su di esse. A partire dal dissesto del territorio e dalla manutenzione delle strade, per proseguire con le vertenze del lavoro, a cominciare dalla Honeywell di Atessa».
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