La guerra del soldato Broad

11 Maggio 2016

In un libro le imprese del caporale rifugiato nella Valle dell’Orfento

CARAMANICO TERME. Ha suscitato interesse la presentazione all’auditorium di Caramanico del libro, tradotto in italiano, “Poor people, poor us” (Povera gente, poveri noi) scritto dal caporal maggiore neozelandese John Evelyn Broad, che racconta le peripezie vissute durante la guerra per scampare ai tedeschi che lo avevano catturato in Africa e poi mandato al distretto minerario di Roccamorice.

Da qui Broad evase l'11 settembre 1943, spostandosi a Decontra e Santa Croce (frazione di Caramanico) dove fu accolto, nascosto e aiutato dai contadini e dal podestà Nicola Nanni fino al ricongiungimento con l'esercito alleato a Fara San Martino, il 15 aprile 1944. Sette mesi di rocamboleschie drammatici spostamenti per sottrarsi alle numerose pattuglie tedesche che presidiavano l'area montana, trascorsi in fienili e masserie e soprattutto in diverse grotte della Valle dell'Orfento. Il libro è nato dalla rielaborazione di otto diari scritti da Broad in quel periodo e dunque accompagna il lettore tra luoghi, fatti e persone in maniera dettagliata. Quattro di questi diari furono sepolti in un fienile di Santa Croce per evitare di compromettere le persone citate e gli furono in seguito restituiti dalla British Intelligence. «Essendo il testo di valore documentale», assicura il sindaco di Caramanico Simone Angelucci, «il Comune intende valorizzarlo e legarlo a futuri avvenimenti, come contatti con i familiari di Broad, un percorso di trekking nei luoghi frequentati dai prigionieri da realizzare in collaborazione con Roccamorice, e lo studio del testo come progetto di storia per le scuole medie. (w.te.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA