La Lega prende le redini della Regione

24 Giugno 2019

Bellachioma a Marsilio: «Tempo scaduto, da oggi si cambia passo su nomine, sanità e agricoltura». Summit del Carroccio

PESCARA. «Il tempo è scaduto. Dobbiamo iniziare a incidere sulle questioni più importanti: nomine, sanità, agricoltura, ambiente e lavoro. Gli assessori e i consiglieri della Lega debbono cambiare passo. E Marsilio dovrà seguirci», annuncia Giuseppe Bellachioma, segretario regionale del partito di Salvini. La Lega decide di prendere le redini della Regione. Il leader abruzzese del Carroccio ha convocato per oggi due riunioni, alle 16 e alle 18. Sono due vertici straordinari del partito. Per il deputato rosetano è arrivato il momento di far partire davvero la Regione. E con questa intervista suona la carica ai suoi e la sveglia agli alleati del centrodestra, dopo un anno di crescita e successi per la Lega. Tranne l’incidente di Giulianova.
Onorevole Bellachioma, le scotta molto la sconfitta, l’unica, subìta quasi in casa?
«A volte occorre perdere, anche per soli 59 voti, perché le sconfitte riportano con i piedi per terra. Un bagno d’umiltà non fa mai male. Ovviamente non è colpa della Lega. A Giulianova c'è stato il non rispetto di un accordo da parte della dirigenza di Forza Italia. Se ci fosse stato avremmo stravinto. La Lega ha sempre rispettato gli accordi. Lo ha fatto con le scelte di Marco Marsilio e Carlo Masci. A Giulianova avremmo dominato al primo turno, lo dimostra il fatto che sono andate al ballottaggio le due forze di centrodestra. Il problema è solo uno: in tutte le situazioni in cui il centrodestra va separato a pagarne le spese sono i partiti».
Da oggi la Lega abruzzese, azionista di maggioranza del centrodestra, riparte. Come?
«Ho convocato due riunioni. Una del partito, con le sue figure principali, espressioni del coordinamento regionale. E l’altra con tutti gli eletti in Regione per incentivare l'azione di governo a da parte degli assessori e dei consiglieri».
Un governo regionale finora troppo lento?
«Abbiamo ereditato una situazione in cui tre mesi sono stati necessari, e ritengo anche sufficienti, per capire lo stato dei vari assessorati e della Regione in generale. Adesso non c'è più tempo da perdere. Dobbiamo iniziare a incidere sulle questioni importanti. Per questo chiederò agli assessori e ai consiglieri della Lega di dare un forte impulso alla nostra politica in Regione sui temi prioritari. Pretenderò da loro un cambio di passo sostanziale sulle dinamiche della Sanità, dell’affermazione del Lavoro, ma anche sull'agricoltura, sull'ambiente e il territorio, tutti assessorati che appartengono alla Lega».
Perché tanti mesi persi?
«È normale che ci sia voluto del tempo per smaltire tutto lo stress delle competizioni elettorali. Ma la Lega ora dev’essere trainante. Oggi, in Abruzzo, siamo il partito che gode del maggior consenso. Un consenso straordinario che crescerà ancora. Ma questo ci porta anche ad essere cauti perché non è semplice aprire le porte indiscriminatamente a tutti e neppure dire di no a prescindere».
E le liti interne al partito? Come si esprime su questo aspetto?
«Sono tutte chiacchiere. Tra me e Luigi D'Eramo, che è il mio vice in Abruzzo e il segretario della Lega in Puglia, c'è assolutamente un’identità di intese».
Oltre all’accelerazione che chiede alla politica in Regione anche il partito cambierà passo?
«Abbiamo tante richieste di adesioni, di sindaci, assessori e consiglieri comunali. È una situazione che ci fa felici, ma va gestita con i dovuti modi e con le dovute cautele. Ed è su questo punto che lunedì (oggi, ndr) chiederò la condivisione di tutti sulle scelte che faremo sia per quanto riguarda le nomine strutturali in Regione, quindi negli enti strumentali e nelle società partecipate, dove la Lega dovrà occupare le caselle più importanti, sia per ciò che concerne la riorganizzazione del partito perché adesso siamo una grande realtà e dobbiamo inevitabilmente pensare in grande e non come pensavamo quand’eravamo piccoli. Dobbiamo prendere coscienza del fatto che il popolo abruzzese si aspetta tanto da noi. E noi tanto gli dobbiamo restituire».
Quindi ci sarà anche un tesseramento a tappeto?
«La campagna per il tesseramento è già iniziata (sabato scorso, ndr) ma quest’anno prevede delle regole ferree. Faremo un tour con i gazebo in tutto l'Abruzzo. Stiamo anche per aprire quattro segreterie provinciali, avremo punti di riferimento del partito a Teramo, Chieti, Pescara e L'Aquila, dove la segreterie saranno a disposizione dei cittadini sia per il tesseramento si per incontrare i dirigenti del partito. Faremo segreterie che saranno anche sportelli d’ascolto, dove i consiglieri e gli assessori dovranno essere presenti e dare la propria disponibilità in giorni e in orari definiti. Approfitteremo di questa pausa estiva per riprogrammarci e per riadeguarci a quello che è diventato il nostro partito, che non è più del 3 per cento ma oggi in Abruzzo è al 35 per cento».
Ha un messaggio da dare al governatore Marco Marsilio?
«Se il partito di maggioranza decide che è giunto il tempo di fare uno scatto, di accelerare su tutte le questioni e le dinamiche che possono portare a un cambiamento in Abruzzo, è chiaro che la stessa cosa debbono fare gli alleati. Il metodo dev’essere univoco. Non è più possibile che in Regione ci sia la Lega che pensa al domani mentre altri ragionano ancora con le logiche di ieri. Faremo la stessa cosa anche nel piccolo: a Montesilvano ho già chiesto un cambio di passo per la gestione della città. Chiederò la stessa cosa a Masci quando a Pescara riusciremo a trovare una quadra che non c’è ancora».
©RIPRODUZIONE RISERVATA