La lista di Varoufakis sbarca in Abruzzo

Domani all’Aquila assemblea di DiEM25, il movimento creato dall’ex ministro greco delle finanze
L’AQUILA . Due settimane dopo il primo incontro a Napoli tra i fondatori della prima lista transnazionale, DiEM25 sbarca anche in Abruzzo. Domani, all’Aquila, si terrà la prima assemblea regionale del “Movimento per la Democrazia in Europa”, di Yanis Varoufakis. Professore di teoria economica all'università di Atene, ministro delle finanze durante il primo Governo Tsipras, Varoufakis anche in Italia ha i suoi estimatori. L’incontro di domani, che si terrà alle 17 nella sala convegni dell’Hotel Canadian, sarà aperta al pubblico, e vedrà la partecipazione di iscritti e simpatizzanti provenienti da tutta la regione e la presenza di membri del Collettivo Nazionale.
Sarà presentata l’iniziativa nata, di fatto, nel capoluogo partenopeo con formazioni politiche aderenti già di sette Paesi Europei: DemA (Italia), il movimento di Luigi De Magistris, Alternativet (Danimarca), Bundnis-DiEM25 Germania, Generation-s (Francia) con Benoit Hamon, Livre (Portogallo) e Razem (Polonia); diverse altre come osservatori PCF (Francia), Partito Europeo della Sinistra, Partito Europeo dei Verdi, Demos (Romania), DiB (Germania), Levica (Slovenia) e Nova ljevica and Zagreb Je NA! (Croazia).
Si tratta, per i promotori, «di un terzo spazio per andare oltre l’establishment e il populismo, con un percorso lanciato per costruire la prima lista europea unitaria e transnazionale per presentarci alle elezioni dell’Unione del maggio 2019. Lo faremo con la forza di un unico Manifesto che traccia la strada per arrivare a una Europa democratica, ecologista, egualitaria e forte».
I rappresentanti della lista sono determinati «a diventare l’alternativa credibile, coerente e radicale nel Parlamento Europeo», per «per trovare una soluzione alle ferite inferte ai cittadini europei: la disoccupazione, la povertà, la riduzione dei salari e del welfare, i bassi livelli di investimento che contribuiscono alla precarietà, i deficit nella sicurezza alimentare e nella sanità pubblica, la scarsità di alloggi, la mancanza di una politica comune e solidale per rifugiati e migranti. Per non parlare delle sfide dell’automazione e del cambiamento climatico, che non potranno mai essere affrontate da singolarmente da un solo Paese».

