«La marijuana chimica è micidiale»

5 Agosto 2015

Il collaboratore di giustizia Gargivolo: ho visto gli effetti di chi l’assume

PESCARA. «Posso riferire di traffici, nei quali sono coinvolto anche io, di marijuana chimica altamente lesiva. Si tratta di traffici che avvengono tra Milano e Pescara. Posso localizzare un deposito di ingenti quantitativi di questa marijuana, detta idroponica, nonchè cocaina di ottima qualità e hascisc da 50mila euro al chilogrammo. Questo deposito si trova a Pescara centro e questo stupefacente viene spacciato tra Pescara, Chieti e Francavilla». È il 7 novembre 2013 ed Enzo Gargivolo, finito in carcere con l’operazione Ellenika scattata grazie alle rivelazioni del fratello Luca, inizia a collaborare con le forze dell’ordine aprendo uno spaccato che, lontano dal market del Ferro di cavallo, dagli ambienti dei rom, degli albanesi e dalla droga tradizionale, racconta di giovani insospettabili, con un lavoro e una famiglia borghese alle spalle, che spacciano a bordo di auto di grossa cilindrata lasciate parcheggiate con lo stupefacente a bordo per poi essere spostate dagli spacciatori in base alle consegne da fare davanti a locali notturni e stabilimenti balneari. E la droga è quella marijuana idroponica che lo stesso Gargivolo, che da De Santis l’acquista per poi rivenderla tramite alcuni dei suoi “cavalli” finiti ai domiciliari nella stessa operazione, descrive come «altamente lesiva». «Ho visto con i miei occhi», racconta agli investigatori, «che sia una marijuana che dà dipendenza come l’eroina, così come sono simili gli effetti per chi la assume. Che io sappia, Alessandro aveva anche altri clienti. Lui e(omissis) erano gli unici a portare questa marijuana in Abruzzo. Alessandro, a mia differenza, intendeva vendere poco la volta per tenere alto il prezzo. Lui mi disse che io ero quello che gli dava più fiducia, anche perché pagavo subito e bene».

È Gargivolo, inizialmente ritenuto fidato da De Santis, a svelare i canali milanesi di De Santis e come avvenivano le consegne: «Una volta ho capito dove avesse il deposito Alessandro. Ho avuto la sensazione che fosse nei pressi di via Carducci o via Tasso dove lui dava appuntamento per le consegne».

«La fine dei nostri traffici», spiega Gargivolo agli investigatori, «è stata determinata dal mio arresto».