La Natività resiste anche alla bufera

6 Gennaio 2017

La rappresentazione davanti a 200 coraggiosi spettatori

RIVISONDOLI. Non si sono arresi nemmeno davanti alla tormenta di neve che si è abbattuta dal primo pomeriggio su tutto l’Alto Sangro e gli Altipiani maggiori. Neve in faccia e piedi al gelo gli organizzatori e i personaggi che hanno animato il Presepe vivente di Rivisondoli, svoltosi ieri sera in un’atmosfera surreale, sono andati oltre le loro possibilità pur di non interrompere una tradizione che va avanti da 66 anni. Scenario stupendo, coperta dal manto bianco di neve, la piana di Piè Lucente, dove alle 18 in punto si sono mossi i personaggi del Presepe vivente più antico e rinomato d’Italia. Circa duecento coraggiosi spettatori, provenienti da ogni dove, hanno assistito alla rievocazione della Natività, nonostante l’imperversare dell’avversità meteorologica e il grande freddo. Tra loro c’era anche l’ex golden boy del calcio italiano, Gianni Rivera, ospite in questi giorni del bed and breakfast Relais. Come sempre la trama del racconto della Natività ha preso le mosse dalla narrazione dell’Annunciazione, con Beatrice Sette, 15enne di Pietransieri di Roccaraso, che ha impersonato la Madonna che riceve l’annuncio della nascita di Gesù dell’Angelo Gabriele. Poi il viaggio verso la capanna sotto il gelo della neve della Madonna e di San Giuseppe impersonati da Roberta Sideri, 16enne di Lanciano, e Manuel Celio, 19enne di Rivisondoli. Il fascio di luce puntato sulla capanna ha quindi aperto la scena culminante della Natività, con il piccolo Franco Bucci, neonato di Roccaraso, di soli due mesi, nei panni di Gesù Bambino. Tradizione vuole che a impersonare il bambinello sia l’ultimo nato di Rivisondoli. Ma nel 2006 non ci sono stati nuovi nati nel paese del presepe, e il sindaco Roberto Ciampaglia ha dovuto chiedere soccorso alla vicina Roccaraso per mandare in scena il presepe vivente. A rendere ancor più ricca di suggestione l’atmosfera nella capanna è stato il coro “La figlia di Iorio” di Orsogna, di oltre cinquanta elementi, che davanti all’immagine della Sacra Famiglia ha cantato i tradizionali inni natalizi. «Una prova estrema per tutti. Ma ognuno è rimasto al suo posto sfidando neve e gelo», ha commentato Geppy Lepore, organizzatore della manifestazione insieme a Massimo Di Francesco, «dimostrando fede convinta in questa tradizione vanto di tutto l’Abruzzo». Anche il sindaco Ciampaglia ha voluto ringraziare i personaggi che hanno animato la 66 edizione del presepe vivente: «Particolare gratitudine va tributata anche agli amici del coro di Orsogna», ha evidenziato il primo cittadino, «che con i loro canti hanno reso ancor più commovente l’evento». In mattinata, nel solco della stessa tradizione, il vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Angelo Spina, ha celebrato la messa nella chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari, con il parroco don Daniel Cardenas. Nell’omelia il vescovo ha sottolineato come quella di oggi sia stata una «giornata speciale arricchita dal dono della neve,che è dono di Dio». «Il presepe è segno di pace e di speranza», ha proseguito il vescovo, «soprattutto in un momento nel quale nel mondo accadono tragedie, come quella che ha colpito anche la nostra comunità molto da vicino, con la giovane sulmonese Fabrizia Di Lorenzo, vittima dell’efferato attentato di Berlino».

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