La neve manda in tilt mezza regione

Perché pochi giorni di precipitazioni diventano un incubo
PESCARA. I primi a saltare sono stati i contatori dell’acqua. Poi è partita la luce: decine di migliaia di famiglie al freddo, comunicazioni interrotte, centinaia di imprese costrette a restare chiuse o a saltare turni di produzione, dalle piccolissime familiari alle multinazionali come Sevel e Honda.
E poi strade dissestate, ospedali in carenza di personale perché molti medici e infermieri non riescono a raggiungere il posto di lavoro; malati legati a macchine salvavita che chiamano la protezione civile per avere un generatore elettrico che tenga in funzione il loro apparecchio (il caso della piccola Noemi è emblematico e commovente).
L’emergenza maltempo è anche l’emergenza di una regione costretta a chiudere per neve e gelo. E a iniziare una conta infinita di danni e un sequela di polemiche destinate a legarsi alla prossima emergenza (è una coincidenza, che dice molto, il fatto che lunedì scorso in Gazzetta Ufficiale sono stati pubblicate le delibere della presidenza del consiglio sui fondi destinati al ristoro dei danni delle alluvioni del 2013 e 2015).
Ma perché ogni anno stiamo qui a raccontarci le stesse cose? Perché a ogni forte nevicata le linee elettriche puntualmente vanno in tilt? O l’acqua salta se la temperatura scende sottozero? Il Centro lo ha chiesto all’Enel e a Terna, le società responsabili della distribuzione dell’energia. A un tecnico dell’Aca abbiamo chiesto perché i contatori dell’acqua saltano, di chi è la responsabilità e che cosa può fare il proprietario di casa per prevenire il danno. E abbiamo sentito il parere di un ingegnere sulle voragini che si aprono sulle strade e l’associazione dei consumatori sulla possibilità di chiedere i danni. Infine abbiamo interrogato il sottosegretario Mario Mazzocca sulle responsabilità e sulle mosse della Regione anche per i danni subiti da famiglie e imprese. Intanto ieri il presidente regionale di Confesercenti Daniele Erasmi e il direttore Lido Legnini hanno chiesto alla Regione «un indennizzo straordinario per le piccole e medie imprese che in questi giorni non riescono ad aprire, lo slittamento a fine mese delle scadenze fiscali del 16 gennaio, e una riapertura immediata dei termini per ricorrere alla cassa integrazione straordinaria per i dipendenti e indennizzo per i titolari».
Il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano (rimasto anche lui senza energia elettrica in casa), ha chiesto al suo gruppo parlamentare di stilare una interrogazione parlamentare «per conoscere le motivazioni degli enormi disservizi che si sono verificati i questi giorni nella erogazione di energia elettrica in tantissimi centri della Regione Abruzzo».
Per il deputato del Movimento 5 Stelle Gianluca Vacca, la situazione è inaccettabile per una regione dove vogliono costruire nuove opere faraoniche, elettrodotti, gasdotti o accorciare autostrade». E intanto arriva l’Esercito.
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