LA NOSTRA STORIA

La Resistenza raccontata in sei scatti emblematici, dalla liberazione di Bologna alla visita del presidente Mattarella al Sacrario della Brigata Maiella a Taranta Peligna. Sei scatti affascinanti e...
La Resistenza raccontata in sei scatti emblematici, dalla liberazione di Bologna alla visita del presidente Mattarella al Sacrario della Brigata Maiella a Taranta Peligna. Sei scatti affascinanti e significativi che il Centro pubblica nel giorno della Liberazione.
1)Bologna è libera. Dopo aver liberato l'Abruzzo i partigiani della Brigata Maiella continuarono a combattere risalendo l'Italia fino ad Asiago liberando numerosi centri tra Marche, Emilia-Romagna e Veneto. Entrarono a Bologna il 21 aprile 1945. Ecco la foto diventata un simbolo: in rosso il partigiano Malvestuto.
2)La battaglia di Pizzoferrato. Franchino Teti, morto a 91 anni nel 2017 è stato l’ultimo testimone della battaglia di Pizzoferrato. Era nato a Torricella Peligna, si arruolò nella Banda Patrioti della Maiella con la quale, il 3 febbraio 1944, prese parte alla battaglia di Pizzoferrato, azione di guerra svolta contro i tedeschi. Fu di una violenza senza pari, si sviluppò nei vicoli del paese e sotto lo sperone roccioso che lo caratterizza.
3)Il comandante Troilo. Durante la resistenza italiana, Ettore Troilo, fu l'animatore e comandante della Brigata Maiella. Nei giorni 10 e 11 settembre 1943 partecipò alla difesa di Roma combattendo contro i nazisti. Alla fine del 1943 iniziò a raggruppare elementi partigiani in una banda armata che prese il nome di Patrioti della Maiella, poi evolutasi militarmente sotto il suo comando come Brigata Maiella. Dal febbraio 1944 come "Banda Patrioti della Maiella" fu inquadrata nella 209ª Divisione di fanteria dell'esercito, combattendo al fianco delle truppe alleate dall'Abruzzo al Veneto. Fu nominato prefetto di Milano dopo la Liberazione.
4)Morire da patriota a 17 anni. Oscar Fuà era di Sulmona, si arruolò giovanissimo nella Brigata Maiella. Cadde il 4 dicembre 1943, nella battaglia di Brisighella. È decorato con la medaglia di bronzo a valor militare. La sua era una famiglia di estrazione ebraica, commercianti di tessuti, molto stimata e apprezzata in città. Oscar si arruolò dopo che Sulmona era stata liberata. Avrebbe potuto farne a meno e starsene tranquillo in famiglia. Ma era un eroe. Di 17 anni.
5)Lanciano e i suoi martiri. Vincenzo Bianco, Giovanni Calabrò, Giuseppe Castiglione, Achille Cuonzo, Adamo Giangiulio, Giuseppe Marsilio, Guido Rosato, Raffaele Stella sono i “martiri ottobrini”, caduti in combattimento contro i soldati della Wehrmacht, a Lanciano, tra il 5 e 6 ottobre del 1943. Nello scontro trovarono la morte 47 tedeschi e 23 lancianesi, 11 in combattimento e 12 per rappresaglia.
6)L’omaggio dei Presidenti. Il 25 aprile 2018 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio al Sacrario della Brigata Maiella, a Taranta Peligna, per poi raggiungere la vicina Casoli dove si è tenuto un evento per celebrare il 73° anniversario della Liberazione. Per il “Sacrario” è la seconda volta dell'arrivo di un presidente della Repubblica: il 17 maggio 2001 l'omaggio fu reso da Carlo Azeglio Ciampi, nell'ambito della marcia “Sentiero della Libertà”.
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