«La Nuova Pescara pronta per i 100 anni della città, nel 2027» 

Nel giorno del 94° anniversario, la promessa del sindaco Masci E ieri sono nate le 6 commissioni per l’unione dei tre comuni

PESCARA. Nel giorno del 94° compleanno di Pescara, (nata il 12 gennaio 1927) l’assemblea costituiva della Nuova Pescara ha nominato i componenti delle sei commissioni tematiche che dovranno portare avanti il processo di fusione con Montesilvano e Spoltore. A poche settimane dalla decisione del Consiglio regionale di rinviare di un anno la costituzione della città metropolitana, l’iter compie un piccolo passo in avanti. Le sei commissioni tematiche, composte da 25 consiglieri, rappresentanti dei gruppi esistenti nei tre Consigli, avranno il compito di lavorare in maniera concreta alla fusione delle tre città, avvalendosi di esperti esterni. Già calendarizzata la riunione delle singole commissioni. Martedì 19, mercoledì 20 e giovedì 21 gennaio, i sei organismi provvederanno a nominare un presidente e due vicepresidenti per ciascuno. «Il ruolo delle commissioni assume una rilevanza fondamentale», afferma il presidente dell’Assemblea costitutiva, Marcello Antonelli, «in quanto renderà operativa tutta la prospettiva giuridica e organizzativa riguardante i servizi e le competenze da mettere a sistema, per il futuro. Credo che ci siano dei temi, come quelli della mobilità, della pianificazione urbanistica, della gestione dei rifiuti, dei tributi e dei servizi sociali sui quali c'è la possibilità di ragionare da subito su un esercizio associato. Siamo in presenza di una legge vigente e al di là delle opinioni personali, va rispettata. Bisogna partire con le attività per renderci conto, strada facendo, della effettiva efficacia del processo, altrimenti diventa solo una questione di pregiudizio».
Primo passo, per rendere operative le commissioni e sfruttare le professionalità esterne che dovranno collaborare al processo di fusione, è sbloccare subito le risorse previste nella legge regionale che non sono state ancora erogate ai tre Comuni. «Parliamo di 300 mila euro complessivi che vanno ripartiti tra i tre Comuni in proporzione al numero degli abitanti», specifica Antonelli, «ma l’idea è quella di gestire queste risorse insieme, per ottimizzarle». Sebbene continuino ad aleggiare le resistenze provenienti specie dai Comuni di Montesilvano e di Spoltore, ma anche da alcuni consiglieri dell'amministrazione del capoluogo adriatico, il sindaco Carlo Masci non ha alcun dubbio. In occasione della ricorrenza del centenario della nascita di Pescara, nel 2027, la Nuova Pescara sarà già realtà. «Le identità dei singoli Comuni non verranno mai cancellate», assicura il primo cittadino «anche grazie all’esistenza dei municipi. La fusione consentirà di ottimizzare i servizi e soprattutto di creare una realtà che si confronterà a livello nazionale con un peso esponenzialmente superiore. Il Consiglio regionale ha confermato il percorso iniziato con il referendum e poi proseguito con la legge che stabilisce il termine al 2023 o al massimo al 2024. Entro quella data la Nuova Pescara sarà realtà amministrativa, quando già oggi è una realtà legislativa. Io lavoro per arrivare a quell’obiettivo, creando le condizioni affinché i servizi vengano erogati in maniera comune».
Parla di processo ineludibile Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, che pone l'esigenza di favorire «un dibattito pubblico tra i cittadini stessi. Bisogna che la fusione avvenga con un processo partecipato. Le recenti decisioni di allungare i tempi intermedi della fusione vanno capiti: i Comuni per colpa del Covid hanno affrontato altre emergenze che hanno richiesto un impegno sui altri fronti. Credo che le nuove date siano congrue», evidenzia.