La panchina per Giovina: cerimonia con polemiche

17 Agosto 2022

MOSCUFO. «Determinati a mantenere viva la sua memoria, noi cugini di Gioia desideriamo riaffermare, davanti a questa panchina, l’affetto e il rispetto per una donna che ha speso la sua vita al...

MOSCUFO. «Determinati a mantenere viva la sua memoria, noi cugini di Gioia desideriamo riaffermare, davanti a questa panchina, l’affetto e il rispetto per una donna che ha speso la sua vita al servizio della famiglia. Ci risulta impossibile che la sua immagine svanisca nel nulla per indifferenza o per negligenza». Sono parole piene di commozione quelle dei parenti di Giovina Annalisa Mariano che hanno partecipato all’inaugurazione, sabato scorso a Fallo, della panchina rossa dedicata all’ex dipendente del Comune di Pescara originaria del paese teatino, scomparsa l’8 marzo 2017 dalla sua casa di Moscufo. All’evento, organizzato da Alessia Natali, presidente di Penelope con il legale dell’associazione, Raffaella Anzivino, erano presenti il sindaco Gianluca Castracane e il vice Rossana Mantelli, le amiche d’infanzia di Gioia, le ex colleghe del Comune di Pescara e tutta la comunità fallese che «ha partecipato numerosa nonostante il tentativo di Vilma Maiocco a disertare la cerimonia», puntualizza Natali in riferimento all’appello lanciato nei giorni scorsi dalla madre di Alessio, nipote di Giovina, che ha rifiutato l’invito alla commemorazione «in quanto fermamente convinti che Gioia stia bene e sia felice». La vicenda ha innescato più di una polemica tra Penelope e i familiari più stretti della donna scomparsa. A rinfocolare una di queste è stato l’invio di una lettera, all’avvocato Federica Liberatore, in cui Natali definiva «auspicabili le presenze dei vostri assistiti» (Alessio e il papà Domenico), «per far sì che in un giorno così importante siano presenti tutti i familiari». A stretto giro arriva la replica, «a nome di Alessio Mariano», dell'avvocato Liberatore che spiega le ragioni dell’assenza dei parenti alla cerimonia: «La famiglia di Giovina avrebbe auspicato delle iniziative volte alla ricerca di Giovina e non di un corpo, il nipote nutre la certezza che sia ancora in vita. Mentre da parte vostra, è stato sempre supposto che le fosse successo qualcosa di violento». Ribatte, Natali: «La Procura di Pescara ha aperto una indagine contro ignoti per omicidio». Incalza, l'avvocato Liberatore: «Non vi è certezza che delle verità, pertanto, sarebbe auspicabile non abbandonarsi a ipotesi non verificate». E conclude: «Avendo Alessio subito un inutile processo mediatico, essendo persona schiva e ritenendo che rispettare la memoria della zia allontanatasi volontariamente», ha ritenuto «di non essere presente. Avrà modo in altri momenti di passare nel luogo dove è posizionata la panchina e sorridere al pensiero che lui e la zia un giorno vi si potranno riposare, semmai la stessa decidesse di tornare nel paese che le ha dato i natali ma che non frequentava affatto».