La paura dei residenti: in casa con i muri crollati

Gli inquilini mostrano gli appartamenti danneggiati dopo le scosse di terremoto Carminelli (Sunia): fuori gli abusivi, alloggi a chi è in regola. Forza Italia attacca
PESCARA. «In casa nostra, dopo le scosse di terremoto, è caduto un muro. Guardi, questa è la foto che ho fatto con l’iPhone». Sandro Pignoli è uno dei residenti sgomberati dai tre palazzi via Lago di Borgiano. «Tra agosto, ottobre e gennaio, dopo i primi controlli, l’Ater e i vigili del fuoco ci avevano rassicurato: ci era stato detto che i pilastri non avevano riportato danni e che potevamo stare tranquilli. Poi, a marzo, sono arrivati i tecnici della Labortec che hanno fatto i carotaggi. Per quasi 4 mesi, nessuno ci ha detto più niente e adesso ci buttano fuori casa».
Tra gli sgomberati ci sono anche 13 abusivi. E Giuseppe Carminelli, segretario provinciale del sindacato degli inquilini Sunia, dice: «I residenti si chiedono come mai non si organizza una riunione con urgenza tra Comune, Ater, prefettura, polizia municipale e presidenza del tribunale per fare un’ordinanza in tempi brevissimi, massimo 48 ore, per sfrattare gli occupanti abusivi di alloggi dell’Ater e del Comune. Negli anni passati è stato già fatto». Carminelli poi sottolinea il tempo passato dall’ultima scossa all’accertamento del pericolo di crollo: «Per dichiarare inagibili quei fabbricati ci sono voluti mesi dall’ultimo terremoto».
Per Guido Cerolini, coordinatore di Forza Italia, «vanno requisiti tutti gli immobili comunali disponibili nel patrimonio cittadino, come le abitazioni di via Colle Marino e via Stradonetto, oggetto di confisca alla criminalità e assegnati al Comune, come pure le scuole vuote come l’ex media di via Saffi, revocando ulteriori eventuali assegnazioni, e chiedendo alla Curia la disponibilità del dormitorio di via Alento, peraltro dotato anche di una cucina attrezzata per centinaia di utenti».
Il consigliere Massimiliano Pignoli denuncia «disorganizzazione» nella gestione dell’emergenza: «La situazione poteva essere gestita con tempistica diversa». (p.l.)

