La Pineta piange “il professore”

Alberto Cinquino aveva 96 anni. Insegnante e preside, ricreò la festa della Stella Maris
PESCARA. Alla Pineta, il suo quartiere, è ancora “il professore” per gli abitanti che ancora lo ricordano insegnante di Lettere alla scuola media Croce. Alberto Cinquino è morto ieri a 96 anni, nella casa di via Scarfoglio dove ha trascorso gran parte della sua vita accanto alla moglie Dede, anche lei insegnante scomparsa lo scorso maggio, e ai tre figli Raffaella, Sergio e Roberta.
Originario di Semivicoli, la frazione di Casacanditella, nel Chietino, dove è stato per circa un decennio anche vice sindaco, Cinquino è stato un uomo di scuola, di cultura, di teatro e di impegno civico, profondamente legato alla famiglia e al suo paese d’origine dove aveva fondato anche l’associazione teatrale “Modesto della Porta” di cui è stato presidente e regista, e dove ancora c’è l’altare di Sant’Anna allestito proprio grazie alla sua caparbietà.
Preside, tra gli anni ’70 e ’80, nelle scuole di Farindola, Pianella e Manoppello, “il professore” ha sempre partecipato attivamente alla vita culturale e sociale della città e del quartiere dove, dopo una parentesi anconetana, era arrivato a fine anni ’60. Appassionato di arte e cultura, aveva costituito l’associazione Lacuas (Libera associazione culturale amici della scuola) con cui ha promosso numerosi incontri artistici e culturali, negli anni scorsi appuntamento fisso all’Aurum, e cimentandosi lui stesso nella scrittura. Oltre al libro di poesie “La ruota dei momenti”, ha pubblicato nel 2006 il testo teatrale “La condanna dell’innocente” che con la sua regia è stato rappresentato in Abruzzo per tre anni. Un amore, quello per il teatro, che l’ha portato a fondare anche a Pescara una compagnia, quella del “Teatro In...stabile” con cui ha proposto da regista, anche alla Settembrata abruzzese, numerose commedie teatrali. Di ideali socialisti, Cinquino ha sempre fatto coincidere il suo impegno politico con quello civico che, finché la salute gliel’ha concesso, ha esercitato quotidianamente.
Ricorda il consigliere comunale Armando Foschi, residente alla Pineta: «Grazie a lui, che l’ha riportata in auge dopo tantissimi anni, la Pineta ha recuperato la festa della Stella Maris. Una festa a cui teneva tantissimo e di cui ha continuato a interessarsi anche quando i problemi di salute non gli consentivano un diretto coinvolgimento». I funerali saranno celebrati domani alle 8,30 nella chiesa Stella Maris. Lascia i figli, il fratello Nicola, i generi, la nuora e cinque nipoti.

