La polizia chiude lo Zu Bar per 3 mesi

Pugno di ferro del questore Passamonti: durante il controllo di sabato scorso trovata droga abbandonata nel locale
PESCARA. Chiuso per tre mesi. Il questore Paolo Passamonti ha usato il pugno di ferro contro lo Zu Bar, il locale di via Salara Vecchia frequentato dai ragazzi e dagli appassionati di musica elettronica. Per lo Zu Bar è la quarta chiusura in 5 anni. Lo stop è arrivato dopo un controllo della polizia nel circolo andato in scena sabato notte: «Elementi di criticità», così dice il verbale della questura. Lo Zu Bar, alla prima serata dopo una precedente chiusura di 15 giorni a causa di una lite scoppiata fuori dal locale con un ragazzo ferito al mento (10 giorni prognosi per 4 punti di sutura), è stato subito richiuso.
Sabato, nel locale, sono arrivati più di 10 poliziotti che hanno controllato il pubblico. Il verbale del controllo racconta: «Abbandonati sul pavimento» sono stati trovati «11 involucri in cellophane contenenti cocaina, eroina e cannabis e derivati». I poliziotti hanno scoperto la droga «nella sala da ballo, nei pressi del banco mescita e della consolle, nella sala fumatori, davanti al bagno, lungo la scalinata che porta all’uscita e nei locali adibiti a guardaroba». Il verbale della questura prosegue: «Un giovane all’interno del circolo è stato trovato in possesso di altra sostanza stupefacente per 0,4 grammi in due involucri termosaldati. Un’altra persona, nella sala da ballo, è stata trovata in possesso di un involucro con marjuana suddivisa in 6 dosi, per un complessivo di 4,7 grammi. Peraltro, la perquisizione è stata estesa all’abitazione di questa persona ed è stata ritrovata sostanza marjuana, suddivisa in 8 involucri, per complessivi 6 grammi». Quindi, allo Zu Bar sono stati trovati poco più di una decina di grammi di droga su oltre cento persone presenti.
Lo Zu Bar è un circolo Arci: si entra con la tessera e il pubblico non può superare le 100 persone in base al permesso del Comune e alle prescrizioni dei vigili del fuoco: però al momento del controllo, dice il documento della polizia, sono state trovate «131 persone». Per questa infrazione, «riguardante le prescrizioni del comando provinciale vigili del fuoco che attengono alla sicurezza e incolumità delle persone», la polizia ha mandato un’informativa di notizia di reato alla procura.
Se tutto andrà bene, il circolo potrà riaprire soltanto a marzo quando mancheranno appena tre mesi alla fine della stagione. Ma non è detto che accada. Questa la presa di posizione del locale comparsa sulla pagina Facebook ufficiale: «Siamo davvero dispiaciuti per i fatti accaduti nel corso della nostra ultima serata. In questi giorni, siamo rimasti in silenzio in attesa di sapere quali provvedimenti sarebbero stati presi a nostro carico». E poi, il passo successivo sembra escludere, per ora, un ricorso al Tar contro il provvedimento del questore: «Purtroppo, il comportamento scorretto di alcuni associati ci spinge ad una riflessione. Continueremo il progetto che ha reso Pescara una delle capitali della scena elettronica internazionale, anche se non sappiamo ancora in quali forme e modi. In ogni caso non potremo vincere l’ipocrisia di questa città».
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