«La prevenzione? È ancora ferma»
Regione, i consiglieri Pd: caos vaccini e conti della sanità in rosso
L’AQUILA . «Non si riesce ancora a capire come e quando partirà la campagna vaccinale». I consiglieri regionali del Pd Silvio Paolucci (capogruppo), Dino Pepe, Antonio Blasioli e Pierpaolo Pietrucci attaccano la giunta Marsilio, accusandola di non aver ancora stilato un cronoprogramma con tempi certi e procedure chiare per la somministrazione di massa dei vaccini anti Covid.
«Nei giorni in cui si annuncia l’apertura della campagna vaccinale al mondo della scuola», affermano i quattro esponenti del Partito democratico, «si stanno ancora raccogliendo le manifestazioni di interesse per gli ultraottantenni, senza avere lumi sul posto e modalità della somministrazione né dell’uno, né dell’altra, né di quando le altre categorie potranno arrivare al loro turno. Nessuna ipotesi nemmeno su quanto vaccino le Asl riescono a inoculare, né è noto quanto personale è impiegato e quanto tempo servirà a chiamare almeno i 120.000 prenotati fino ad oggi e a vaccinarli. Una latitanza totale, che capita quando si governa senza un programma delle azioni da mettere in campo: ormai siamo in emergenza da un anno e finita la fase 1 non riusciamo ad andare oltre, anzi, rischiamo di tornare a un passato di commissariamento da cui l’Abruzzo, grazie al lavoro del centrosinistra, era uscito già da tempo. Si crei una governance alla sanità e si arrivi il più presto possibile ai vaccini per uscire dalla pandemia».
Il Pd lancia poi, contro il governo regionale, un ulteriore affondo in merito ai conti della sanità: «Nonostante i 108 milioni di fondi governativi ricevuti per affrontare il Covid, sommati alle risorse in più per il Servizio sanitario regionale, la Regione sta per contabilizzare un disavanzo di quasi 100 milioni di euro a chiusura del quarto trimestre 2020».
E sulla bicromia che da ieri caratterizza l'Abruzzo, infine, i quattro dem osservano: «Passare dal giallo all’arancione, chiudendo nel rosso due province, significa cavalcare l’emergenza senza una». (ro.ciu.)

