«La prima settimana sarà decisiva»

Danelli ottimista: c’è voglia di uscire. Taucci: incognita clientela
PESCARA. Si riparte. Domani riapriranno molte attività e la prima settimana di lavoro sarà fondamentale per prendere le misure di questa ripresa, capire come reagirà la clientela e se ci sono le condizioni per andare avanti. Il presidente della Confcommercio Franco Danelli è fiducioso. Da lui arriva l'auspicio «che riaprano tutti coloro che possono, altrimenti non si capisce perché si sono lamentati. Le condizioni per farlo ci sono e ritengo che le cose andranno bene, perché la gente ha voglia di uscire». Il suo consiglio agli operatori è di «aprire, non avere paura di niente, vedere come va per una settimana e poi, eventualmente, prendere provvedimenti, che possono essere la cassa integrazione per il personale o le ferie. Bisogna provare, e poi si tireranno le somme», dice. Certo, c’è l'incognita degli incassi e più in generale della mancanza di risorse dopo oltre due mesi di stop. «È chiaro che dovranno essere erogati parecchi finanziamenti a fondo perduto alle imprese, per recuperare le perdite, e non mi riferisco ai prestiti, che comunque vanno chiesti», dice Danelli. Un altro capitolo riguarda i fondi per «gli investimenti produttivi delle imprese, che vanno ripensati. Andrebbero aiutate le aziende che hanno in programma di espandersi o pensano all'ammodernamento per produrre meglio di prima», ma per arrivare a un discorso del genere «serve una rigenerazione della classe dirigente». Il presidente della Confcommercio è soddisfatto, poi, perché le manifestazioni e gli interventi dell'associazione, a livello locale e nazionale, hanno «evidenziato le distorsioni uscite dalla mente e dalla penna di qualcuno che conosce il settore».
La prima settimana sarà significativa anche a detta di Gianni Taucci, della Confesercenti che immagina «la riapertura di tutte quelle attività comprese nei codici Ateco, ma alcuni ristoranti o i locali potrebbero ritardare di qualche giorno».
Non è mancata e non manca «la preoccupazione anche se le indicazioni sulle limitazioni sono stata ammorbidite», e naturalmente c'è la grande incognita della clientela «che non sappiamo come si comporterà per cui solo dopo aver aperto capiremo cosa accade». Dal rappresentante della Confesercenti parte l’invito «a stare attenti, a osservare quelle cautele determinate da decreti e ordinanze, prestando un livello di attenzione tale da non correre il rischio di una seconda chiusura». Fino a ieri pomeriggio non era tutto chiarissimo e, in particolare la «confusione» è stata avvertita per il «food e per l'occupazione di suolo pubblico». Un problema, conclude Taucci, «è il controllo delle strade. Nei luoghi generalmente più affollati, quelli della movida, mi chiedo chi gestirà gli assembramenti fuori dai locali. Non possono farlo gli operatori, che devono occuparsi delle attività, ma deve pensarci il Comune, con la polizia municipale. Non si può pensare di far ripartire le polemiche dei residenti e le battaglie contro la movida, sarebbe la fine. Il lavoro delle imprese va rispettato».
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