La prima volta dei grillini in Consiglio

Tre esponenti del Movimento 5 Stelle eletti alle comunali del 25 maggio presentano i loro programmi per la città
PESCARA. Massimiliano Di Pillo viene dall’Italia dei valori ed è stato membro di diverse associazioni come Espressione libre e Numero zero prima di entrare nel Movimento 5 Stelle.
Di Pillo, questa è la sua prima volta in consiglio comunale. Che apporto darà alla città? «Ho parecchie cose in mente», risponde Di Pillo, «ma sulle proposte deciderà l’assemblea degli attivisti. Ci sarà bisogno di rendere conto anche ai cittadini che ci hanno eletti. Abbiamo un programma molto ricco fatto di 114 pagine, quindi le idee non ci mancano».
Che tipo di opposizione metterete in campo: utilizzerete lo stesso modus operandi di Grillo oppure vi mostrerete più concilianti? «Bisognerebbe vedere cosa si intende per concilianti. Pd e Pdl sono due facce della stessa medaglia, basti vedere gli ultimi accordi sottoscritti durante la scorsa consiliatura, quando è stato approvato un bilancio decidendo di dividersi i fondi disponibili tra le associazioni vicine alle due parti politiche. Non usiamo toni aggressivi, anzi se saranno presentate in aula proposte che rientrano nel nostro programma e che l’assemblea riterrà condivisibili ci dichiariamo pronti a votarle, indipendentemente se saranno presentate dal centrodestra o dal centrosinistra. Vigileremo, poi, su tutto il resto come abbiamo sempre fatto, presentando anche esposti qualora dovessimo riscontrare violazioni».
Come mai ha deciso di iscriversi al Movimento 5 Stelle dopo l’esperienza nell’Idv? «E’ successo tutto in seguito a una maturazione durata circa un anno. Ho lasciato l’Idv circa tre anni fa, dopo alcuni dissidi interni. Successivamente mi sono avvicinato al Movimento poiché condividevo alcuni valori e idee che mettevamo in campo con l’associazione Espressione libre. Ricordo l’apoteosi che c’è stata in Comune quando abbiamo portato a Pescara Salvatore Borsellino e Gioacchino Genchi«.
Adesso invece si rispecchia in Beppe Grillo e Luigi Di Maio. Che rapporto avete: vi sentite regolarmente? «Sfatiamo questo luogo comune: non è vero che concordiamo con Roma ogni azione. Grillo l’ho conosciuto a Pescara quando è venuto per assistere all’asta di Silvio Buttiglione. Ci avrò parlato cinque minuti in ascensore e mi sono divertito tantissimo perché è un comico fenomenale. In quell’occasione ci siamo anche lamentati per l’assenza di comunicazione. Di Maio invece è stato in Abruzzo in parecchie occasioni, ho il suo numero di telefono ma ci sentiamo poco. Ci confrontiamo quotidianamente con i nostri rappresentanti in Parlamento, che sono anche amici».
Vi aspettavate un risultato maggiore dalle amministrative, credete forse di aver sbagliato approccio? «Sicuramente abbiamo sbagliato qualcosa, ma ripeto i nostri toni non sono aggressivi. Quello che mi sorprende è che abbiamo fatto una campagna elettorale tra la gente, nei negozi, per strada. Ci aspettavamo un apocalisse, ma così non è stato. Anche durante il comizio di Grillo non ci sono stati attacchi troppo duri, piuttosto è stato qualche deputato a lasciarsi andare in qualche uscita pesante».
E’ andato a votare al ballottaggio? «Sì sono andato. Il voto è un diritto-dovere del cittadino e ognuno deve prendersi la sua responsabilità. Ma non dirò a chi ho dato la mia preferenza».
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