La protesta degli artigiani «Dateci i box promessi»

8 Ottobre 2017

Gruppo di commercianti attende da 7 anni uno spazio nel mercato di piazza Muzii Presentati esposti e denunce: «Il Comune vuole favorire solo la ristorazione»

PESCARA. Ci sono 23 box liberi al primo piano del mercato comunale coperto di piazza Muzii, da pochi mesi riqualificato e agibile. E ci sono altrettanti artigiani e negozianti che da sette anni aspettano di entrare in quei locali (di circa 16 metri quadrati ciascuno) per aprire la propria attività commerciale e inserirsi nel contesto merceologico della struttura aperta, dalle 6 e mezzo alle 14 e situata in pieno centro, dove operano già una ventina di esercenti e, a turno, una quarantina di contadini che smerciano i prodotti della terra.
Questi artigiani, (5 hanno rinunciato) operanti in svariati settori: fotografia, bomboniere, produzioni etniche, oggettistica, tessuti, oreficeria, iscritti in una graduatoria e in possesso anche dei numeri dei box, aspettano dal 2010 l'assegnazione dei posti, dopo aver risposto ad un bando pubblico emanato dall'allora amministrazione guidata da Luigi Albore Mascia. Stanchi di combattere contro i silenzi della burocrazia, tra una «petizione di sensibilizzazione» inviata il 3 maggio scorso al sindaco Marco Alessandrini, all'assessore al commercio Giacomo Cuzzi e al dirigente di settore Gaetano Silverii; esposti al tribunale di Pescara (22 giugno scorso) per omissione di atti d'ufficio (archiviato il 22 agosto) e alla Corte dei conti dell’Aquila per danni erariali, ieri mattina una loro rappresentanza ha tenuto una conferenza stampa fuori e dentro gli spazi mercatali per riaccendere i riflettori su una vicenda che «ha bloccato le nostre aspirazioni commerciali». I fatti, rigorosamente documentati, sono stati esposti dal promotore dell'iniziativa Biagio Giurastante, che insieme al figlio Cristian vorrebbe aprire uno studio fotografico nel box numero 1.
«Chiediamo», ha detto, «l'immediata assegnazione dei posti per cominciare ciascuno le nostre attività. Voci sempre più insistenti ci dicono che il Comune vorrebbe assegnare i posteggi alla sola ristorazione food così come accaduto per il piano terra. Un’ipotesi che per noi avrebbe conseguenze devastanti perché impedirebbe a cittadini, che hanno investito su un progetto imprenditoriale, di portare avanti il proprio investimento e renderebbe ancor più precaria l'attività del tradizionale mercato giornaliero. La scarsità dell'offerta allontana la clientela e la concentrazione di food attira la clientela serale e notturna a tutto svantaggio della vivibilità degli abitanti della zona».
Antonella Massacesi, di Cepagatti, e Marcionita Do Vale Vieira, brasiliana, producono rispettivamente bomboniere e oggettistica etnica. «Ma lavoriamo in casa da anni in attesa del box», hanno affermato. Ad appoggiare ieri mattina la protesta pacifica degli artigiani, oltre ai cittadini di via Battisti e dintorni, anche il consigliere di Forza Italia Vincenzo D'Incecco che ha sottolineato: «Abbiamo fatto molte commissioni sull'argomento, ma non c'è la volontà politica per formalizzare le assegnazioni».
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