La protesta dei sindaci per i fondi

Magnacca (San Salvo): «A rischio servizi e assistenza per le fasce più deboli»
SAN SALVO. «I tagli alle politiche sociali si ripercuotono sull’assistenza ai minori, alle famiglie, ai disabili e agli anziani». Annunciano iniziative di protesta i sindaci di diversi comuni del Vastese oggi all’Aquila in Regione per far sentire la loro voce nel momento in cui si discuterà l’interrogazione urgente dei consiglieri Lorenzo Sospiri e Paolo Gatti riguardante i tagli al sociale.
E che questa non sia «una battaglia partitica» ma finalizzata alle tutela delle fasce più deboli della popolazione lo hanno ribadito ieri nell’aula consiliare di San Salvo dove sono stati chiamati a raccolta dalla sindaca Tiziana Magnacca. All’invito hanno risposto il vice sindaco di Cupello, Fernando Travaglini, il primo cittadino di Casalanguida, Luca Conti, l’omologo di Villalfonsina, Mimmo Budano, il vice sindaco di Casalbordino, Luigi Di Cocco, con l’assessore alle politiche sociali, Carla Zinni, il consigliere di minoranza di Torino Di Sangro, Nino di Fonso. Presente anche il sindaco di Gamberale, Maurizio Bucci. Al centro dell’incontro i tagli del governo al Fondo nazionale per le politiche sociali destinato alle Regioni. «Lo stanziamento passa dai 390 milioni di euro del 2016 ai 93 milioni del 2017», hanno ribadito i sindaci, «a cascata l’Abruzzo passerebbe dai 9 milioni e 555mila euro dello scorso anno agli attuali 2 milioni 278mila e 500 euro di quest’anno. Un taglio senza precedenti, concordato nella Conferenza Stato-Regioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. A tutto questo si deve aggiungere che le Regioni hanno spontaneamente deciso di rinunciare a 50 milioni di euro destinati al Fondo Nazionale per la non autosufficienza. Decisioni ancora più grave», hanno sottolineato gli amministratori, «se si tiene conto che il Fondo per la non autosufficienza è utilizzato per fornire sostegno a quanti hanno gravissime disabilità e agli anziani non autosufficienti per favorire la loro permanenza a casa dove ricevere tutte le cure necessarie».
E come sindaci di questo territorio «siamo fortemente preoccupati per i nostri cittadini», ha insistito la Magnacca, «ai quali da anni assicuriamo assistenza e servizi che rischiano di non essere più garantiti con tutte le immaginabili conseguenze per le famiglie e in particolare per i più indifesi e le fasce più deboli oltre a venir tagliati posti di lavoro agli operatori nel sociale». Insomma, la battaglia è solo agli inizi. E i sindaci sembrano intenzionati a non arrendersi.
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