La protesta della Riello approda in Veneto

9 Ottobre 2021

Ieri sciopero dei lavoratori di Villanova e manifestazione a Legnago. Martedì incontro in Confindustria

PESCARA. Sono 52 i lavoratori della Riello di Villanova di Cepagatti che ieri hanno protestato a Legnago, in provincia di Verona, dove sono arrivati in pullman con i rappresentanti sindacali. Lì hanno manifestato, in mattinata, con i colleghi di un altro polo produttivo del gruppo Carrier, quelli dello stabilimento Riello Bruciatori, che hanno solidarizzato con gli addetti della sede abruzzese dopo la notizia di chiusura dello stabilimento in provincia di Pescara che produce caldaie: un annuncio che si traduce in 71 licenziamenti e 19 trasferimenti al nord, funzionali alla delocalizzazione della produzione in Polonia, dopo aver un altro taglio, quello di 49 precari.
Sono 200 i lavoratori, anche amministrativi, che si sono fermati a Legnago, bloccando tutto. E hanno accolto, per una manifestazione di protesta unitaria, i 52 colleghi partiti dall’Abruzzo con un pullman messo a disposizione dal comune di Cepagatti. Nello stesso tempo si è fermato, in sciopero, anche il personale Riello di Morbegno (Sondrio). «A Legnago è prevista la produzione dello scambiatore che oggi viene realizzato a Cepagatti, tant’è che gli spazi per farlo sono stati già creati, ma non sanno ancora come saranno organizzati. E l’azienda non ha mai presentato un piano industriale per il nord», spiega Alessandra Tersigni della Fiom rientrando in Abruzzo dalla trasferta. «In questa riorganizzazione ci potrebbero essere delle ricadute anche sugli stabilimenti del nord Italia, il timore è questo, e a Morbegno c’è già stato un ridimensionamento, con il ricorso agli ammortizzatori sociali». Per il sito di Villanova sindacati e lavoratori non intendono indietreggiare: martedì è previsto un nuovo incontro nella sede di Confindustria, dopo quello del 22 settembre che si è concluso con un nulla di fatto perché l’azienda ha ribadito la volontà di chiudere e i sindacati la richiesta di non farlo. «Poi, dopo questa data, sposteremo la discussione sul tavolo con le istituzioni, cioè Regione Abruzzo e ministero». «Attendiamo la convocazione del ministero dello Sviluppo economico», dice a questo proposito Riccardo Nunziato della Uil, anche lui di ritorno da Legnago. Dopo lo sciopero di ieri si torna a lavorare con il magone «perché il personale sa che la prospettiva è quella del licenziamento. E temo che a Legnago si ripeterà la storia di Villanova». (f.bu.)