La quarantena torna retribuita

Il Governo finanzia l’equiparazione alla malattia. Esultano Cgil e Inca
PESCARA. Nel nuovo Decreto fiscale del Governo la quarantena torna a essere coperta dalla malattia e quindi retribuita.
Esulta per la vittoria la Cgil Abruzzo Molise, insieme al Patronato Inca: «Il Governo è tornato sui suoi passi e ha trovato la copertura finanziaria per consentire che i periodi di quarantena di tutti i lavoratori dipendenti siano coperti dalla malattia. Nell’agosto scorso, infatti, l’Inps comunicava che, a seguito del mancato rifinanziamento, non ci sarebbe stata più questa opportunità, pertanto i lavoratori dipendenti di aziende private posti in quarantena, non avrebbero avuto retribuzione e contribuzione nei periodi di astensione dal lavoro», scrive in una nota il segretario regionale della Cgil Carmine Ranieri, «una problematica che secondo una stima in Abruzzo e Molise avrebbe riguardato quasi 8mila lavoratori, con un impatto economico individuale da 650 a 1.100 euro. La mobilitazione portata avanti dalle Camere del Lavoro abruzzesi e molisane che, oltre ai risvolti economici, evidenziavano i rischi sanitari legati alla verosimile diminuzione delle denunce di contatti con positivi, ha avuto anche risalto nazionale con la testimonianza in diretta tv su La7 di un delegato sindacale della Fiom Cgil della Betafence di Tortoreto».
Continua la Cgil: «Una battaglia le cui ragioni sono state riconosciute dal Governo, che nel decreto 146 del 21 ottobre ha, seppur in ritardo, finanziato la misura dando la possibilità di coprire tutti i periodi di quarantena con la malattia, a partire dal 1° gennaio 2021. Ora l’Inps dovrà emanare una circolare che illustri le modalità operative per il recupero dei periodi pregressi, così come dovrà esprimersi sulla procedura da seguire per vedersi riconosciuti i “congedi parentali Covid” il cui diritto è stato nuovamente previsto sempre dal decreto fiscale».

